Limitare il lavoro domenicale? Se ne può discutere“. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio – che in passato ha più volte assunto una posizione favorevole al limitazione delle aperture nei giorni festivi –  ha risposto così ad alcune persone che manifestavano in via Veneto, dove si trovano i due dicasteri ora guidati dal capo politico del M5s. A Di Maio, che dialogava rappresentanti della cooperativa Pac2000, è stata richiesta a gran voce “una notizia che aspettano tre milioni di lavoratori – ha detto uno dei manifestanti – il ministero ha disponibilità ad aprire un tavolo per rivedere il decreto Monti?”. “Certo”, la risposta. Il M5s aveva presentato anche una legge al Senato contro le liberalizzazioni. Il momento è stato anche ripreso in un video, pubblicato poi sull’account Facebook dello stesso Di Maio.

Il ministro ha sottolineato di “aver preso il treno in corsa, ci sono tanti problemi, di chi lavora ma anche dei datori di lavoro”. Insomma, già ora si capisce che e non sarà semplice stabilire la strada da percorrere, conciliando chi gli impieghi e gli stipendi li vuole creare e offrire e chi invece li cerca e li vuole mantenere, ma con determinate tutele. A permettere le aperture degli esercizi commerciali di domenica e nei giorni festivi è stata la norma del decreto ‘Salva Italia’ relativa alla ‘Tutela della concorrenza’. Il decreto fu emanato nel 2011, con Mario Monti a Palazzo Chigi e Corrado Passera al ministero dello Sviluppo economico.

“È giusto rivedere le norme sulla liberalizzazione selvaggia del commercio. È una battaglia che la Cisl conduce per tutelare la dignità del lavoro” afferma su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan aggiungendo che “bisogna lasciare alla contrattazione tra sindacati, imprese e enti locali la regolazione di questa materia. Non esiste  un diritto allo shopping. Va salvaguardata la volontarietà del lavoro domenicale e festivo”.

Di Maio, che di Passera ha preso il posto, ha deciso di confrontarsi direttamente con i lavoratori dopo una maratona di due due giorni passata nei ministeri, per ascoltare i ‘riders’ prima e le parti coinvolte sul futuro di Ilva poi. Ha scambiato alcune battute con tutti, assicurando che si occuperà delle crisi che li riguardano. Il ministro ha visto prima i lavoratori di una cooperativa di Napoli, quindi si è confrontato appunto con le persone della cooperativa Pac2000, che si occupa della logistica dei marchi Conad e Todis. Infine, Di Maio ha parlato con i lavoratori della società Condotte Spa, nome importante nel settore delle infrastrutture, in difficoltà per i mancati pagamenti da parte dei committenti, spesso pubblici.