C’è a chi piace molto Gemma Arterton, c’è a chi non piace molto Gemma Arterton. Ebbene, per chi appartiene alla prima categoria The Escape è il film che fa per voi. Perché la 32enne attrice inglese (Quantum of solace e Gemma Bovary, tra gli altri) mostra ogni possibile dote recitativa drammatica, nel film diretto da Dominic Savage, rimanendo in scena letteralmente 92 minuti su 92. Arterton è Tara, moglie insoddisfatta di Mark (Dominic Cooper). Marito che, a quanto pare, fa un lavoro di un certo livello, per poter mantenere da solo l’intera famiglia. Tara è però colta subito nel suo calvario quotidiano dove si cela una profonda irrequietezza psicologica e inadeguatezza nel ruolo di moglie e madre. L’amplesso voluto dal marito appena svegli, il solito tran tran della colazione, la scelta della cravatta per Mark, i bimbi portati a scuola, la spesa pesante da appoggiare nel bagagliaio dell’auto, il tavolo di cucina da pulire nella casa già linda, sono tutti gesti reiterati che portano all’insostenibilità del suo presente. Tara sbotta, piange senza essere osservata, urla in faccia ai figli. Poi all’improvviso scappa via. Senza enfasi, senza solennità e accelerazioni temporali. Così eccola a Parigi dove avrà modo di incrociare e assaporare il gusto di un nuovo rapporto sessuale, ma poi ancora, di nuovo, questi maledetti marmocchi che sbucano ovunque, sulla metro, per strada, nei parchi. E Tara mamma non riesce proprio ad esserlo.

Assunto anticonvenzionale e dolorosissimo sviluppato da una regia monotonale che predilige lo scavo psicologico attraverso silenzi, lacrime, sguardi, dettagli muti del corpo. The escape è infatti un film dove i dialoghi sono ridotti al minimo, in cui vige il silenzio, qualche breve commento musicale classicheggiante al pianoforte e un buon tecnico del suono nel catturare e mixare i rumori naturali d’ambiente. Savage interpretò il piccolo, terribile, angosciante giovane Lord Bullingdon nel capolavoro supremo di Kubrick, Barry Lyndon (1975). Distribuisce Fil Rouge Media. In sala dal 21 giugno 2018. Ecco il trailer in esclusiva per il Fattoquotidiano.it