Arriva dalla Spagna, ma con due partner italianissimi, l’innovazione tecnologica che mira a semplificare e livellare, dal basso verso l’alto, il mercato dell’intrattenimento legato soprattutto alla musica elettronica sperimentale, quello delle notti folli di Berlino, Londra o Ibiza, della creatività che diventa business. Se oggi sono solo i grandi colossi dell’entrainment gli unici a potersi permettere i costi esorbitanti delle faroniche performance audiovisive, indispensabili per giocare sulla magia sinergica tra deejay set e arti visive, da domani anche le piccole medie imprese (che rappresentano l’85% nel settore dell’industria creativa) potrebbero riuscire a competere, in un mercato sempre più globale, con le grandi produzioni internazionali. Dal momento che progettare, sviluppare e produrre certe presentazioni video è considerato un costo spesso insostenibile sia in termini di tempo che di budget. Obbligando le imprese a farsi carico non solo di video artisti in grado di creare contenuti animati, ma anche di operatori esperti, i cosiddetti VJ, capaci di sintonizzare i contenuti video in tempo reale, direttamente durante l’esibizione del deejay.

Si chiamerà VisualMusic il nuovo supporto tecnologico progettato dalla società spagnola Brainstorm Multimedia, leader nel settore della grafica 3D in real time per trasmissioni televisive e produzioni cinematografiche (tra i clienti BBC, CNBC, ESPN e altri), cofinanziato dall’Unione Europea attraverso Horizon 2020, il nuovo programma per la ricerca e l’innovazione. Un consorzio internazionale a cui partecipano anche due realtà italiane: l’Università di Padova, tramite il suo centro di ricerca interdipartimentale ‘Human Inspired Technology‘ e il celebre Link di Bologna, che in città non gestisce soltanto lo spazio di via Fantoni, ma rappresenta – ormai da vent’anni – un vero laboratorio di produzione e fruizione multidisciplinare, fucina di artisti e talenti esportati in tutto il mondo. Un riconoscimento prestigioso per una realtà che in Emilia, ma non solo, è stata precorritrice del vjing, fenomeno sociale e culturale forse ancora troppo sottovalutato in Italia, capace di unire la videoarte al mondo notturno della musica elettronica.

Insomma, attraverso questo nuovo software sperimentale sarà possibile creare presentazioni animate e grafiche trimensionali in real time, durante l’esibizione musicale. L’applicazione è facile da usare, anche in modalità “plug e play” come si dice in gergo, con potenzialità semi automatiche. L’utente potrà controllare pienamente il design, lo sviluppo e la messa in scena del contenuto animato senza bisogno di know how avanzato in grafiche animate 3D. E senza l’obbligo di progettare, e dunque investire, prima dell’evento: video e clips saranno sostituiti con scene interattive che reagiscono ad impulsi esterni come musica, interazioni del pubblico o interventi del VJ, senza per questo limitare l’estro dell’artista che avrà comunque la possibilità di sviluppare il proprio talento creativo in nuovi contesti.

Visual Music sarà rivolto non solo a DJ e VJ coinvolti in performance live, ma anche musicisti, artisti grafici e animatori che utilizzano le animazioni grafiche, club che organizzano eventi di intrattenimento (night club, discoteche, luoghi di villeggiatura eccetera) e tutti i luoghi deputati alla musica dal vivo, dai teatri agli stadi. Una rivoluzione democratica in grado di semplificare molto la vita, non solo in termini economici, a tutte le piccole medie imprese creative, che da domani avranno la possibilità di lavorare con un’applicazione tecnologica a costi più contenuti senza abbassare la qualità necessaria a competere in un mercato sempre più competitivo.

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