Il caso delle tredici studentesse Erasmus, di cui sette italiane, morte nell’incidente del pullman su cui viaggiavano il 20 marzo 2016, in Catalogna, sarà riaperto dalla magistratura spagnola. Il Tribunale di Tarragona ha accolto il ricorso dei genitori contro l’archiviazione, come fa sapere su Facebook Gabriele Maestrini, padre di una delle vittime: “Dopo 815 giorni di angoscia e disperazione il nostro ricorso è stato accettato ma alla giustizia spagnola occorrono altri mesi, con un massimo di 18, per acquisire altri documenti”, ha scritto il padre di Elena Maestrini, studentessa di Gavorrano, in provincia di Grosseto, che perse la vita nell’incidente.

Lo scorso settembre il Tribunale di Amposta, vicino a Tarragona, dove è avvenuto l’incidente, aveva archiviato per la seconda volta le accuse contro l’autista che guidava il pullman perché, secondo il giudice, non esistevano sufficienti indizi per accusarlo sotto il profilo penale. Il conducente dell’autobus, Santiago Rodriguez Jimenez, 62 anni, aveva dichiarato di aver riposato sufficientemente durante la breve sosta a Valencia e di essere in condizioni idonee per guidare. Secondo l’autista, l’incidente era stato causato dalla pioggia.

Era stata la reazione indignata dei familiari delle vittime a portare alla riapertura dell’inchiesta, dopo che nel novembre 2016 il giudice istruttore aveva escluso che lo schianto fosse stato dovuto a problemi meccanici o alla guida imprudente del conducente, archiviando la causa penale. Con la decisione della magistratura spagnola di riaprire il caso, l’autista del pullman sarà nuovamente indagato.

L’incidente è avvenuto in autostrada a Freginals, in provincia di Tarragona. Il bus, carico di studenti Erasmus, riportava a Barcellona un gruppo di ragazzi che aveva partecipato alla Notte dei fuochi di Valencia, una pratica tipica dei viaggi low cost che collegano le due città spagnole. Nello schianto sono morte 13 studentesse, di cui 7 italiane.

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