Sono tredici le vittime dello scontro tra un bus che trasportava studenti Erasmus e un’auto in Catalogna, tra cui forse “sette italiane”. A riferirlo è la Farnesina che ha fatto sapere che “è ancora in corso l’identificazione delle vittime“. La prima che è stata riconosciuta si chiama Valentina Gallo. La famiglia della giovane è già sul posto.

Cinque i connazionali rimasti feriti, tra cui due studentesse entrambe ricoverate all’ospedale di Terragona. Si tratta di una piemontese, Annalisa Riba, studentessa di Farmacia a Torino, e una toscana di Gavorrano, in provincia di Grosseto. Le famiglie di entrambe le vittime, contattate dalla Farnesina, sono partite per raggiungere le figlie. Un’altra studentessa torinese risulta tuttora irrintracciabile, al pari di un’universitaria della provincia di Firenze.

L’autobus riportava a Barcellona un gruppo di studenti Erasmus che era stato alla Notte dei Fuochi di Valencia. L’incidente è avvenuto alle sei di domenica mattina a Frejinals, sull’autostrada Ap-7, una delle principali strade nel nord est della Catalogna che collega la Spagna alla Francia. A bordo dell’autobus c’erano 57 studenti delle università di Barcellona tra i 22 e i 29 anni e secondo i media locali i feriti sarebbero 34, divisi tra gli ospedali di Barcellona, Tortosa e Tarragona. Tre sono considerati “molto gravi”, nove “gravi”, mentre 22 non sono in gravi condizioni. Salvi i due passeggeri a bordo dell’auto.

Le autorità spagnole sono in contatto con i consolati a Barcellona di “Ungheria, Germania, Svezia, Norvegia, Svizzera, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Italia, Perù, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Palestina, Giappone e Ucraina” per avvertire le famiglie e dare informazioni dettagliate sull’incidente. La difficoltà nell’identificazione delle vittime è accentuata dal fatto che molti ragazzi – in considerazione della brevità della gita – non avevano con loro i documenti d’identità. L’elenco ufficiale della nazionalità delle ragazze morte potrebbe non essere reso nota prima di domani. In serata i 27 medici legali hanno ultimato le autopsie di 11 delle vittime.

“Ho il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell’incidente in Spagna”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il bus era l’ultimo di un gruppo di cinque che trasportavano circa 300 studenti.

Tra gli italiani feriti tre sarebbero “non gravi”, una ragazza è in condizioni definite “gravi”, mentre non si conoscono le condizioni del quinto. Sul posto si è recato il console generale a Barcellona Stefano Nicoletti, che è in stretto contatto con i servizi del governo catalano che centralizzano le informazioni. La causa dello scontro, secondo il ministro degli Interni del governo catalano Jordi Janè potrebbe essere stato “un errore” dell’autista: l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella di un colpo di sonno che avrebbe causato la perdita del controllo del mezzo che si è così ribaltato sulla carreggiata opposta.

“Saranno le indagini”, ha detto a El Pais, “a stabilire le responsabilità, ma è probabile che si tratti di un errore umano“, ha spiegato. Il conducente dell’autobus, ferito in modo lieve, è stato portato al commissariato ed è risultato negativo ai test di alcol e droga. L’uomo lavora da 17 anni per la stessa ditta, Autocares Alejandro, e non ha mai avuto un incidente. Il governo catalano ha annunciato due giorni di lutto, domani e martedì. Puigdemont in segno di solidarietà con le famiglie delle vittime ha annullato la visita che aveva in programma a Parigi.

La Farnesina ha invitato le famiglie dei connazionali a rivolgersi all’Unità di crisi al numero 06-36225.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sardegna, vicesindaco a capo della banda dei portavalori. “Rimandava impegni istituzionali per partecipare a rapine”

next
Articolo Successivo

Reggello, nonna e nipotina scompaiono nei boschi. La bimba di 18 mesi è gravissima

next