Alcuni li hanno chiesti in prestito ai loro compagni di club, altri sono semplicemente andati in un negozio a comprarseli nuovi, come persone comuni. I calciatori dell’Iran che si apprestano a giocare la loro partita d’esordio ai Mondiali di Russia 2018, in programma venerdì 15 giugno contro il Marocco, sono infatti senza una fornitura di scarpini. Tutta colpa delle sanzioni previste dagli Usa contro Teheran, che non permettono alla Nike la sponsorizzazione. Il quadro legislativo che impedisce al’azienda americana di fornire la Federazione iraniana risale però al 2015, e non è quindi riferibili a Donald Trump e alle sue recenti sanzioni contro l’Iran, come invece riportato dai media statunitensi.

La nazionale iraniana è alla sua quinta partecipazione alla Coppa del Mondo e, al netto del match inaugurale contro il Marocco, ha da affrontare nel suo girone le potenze europee Portogallo e Spagna. La federazione si è detta sorpresa perché, secondo quanto scrive la Espn, ai tempi del Mondiale 2014 le aziende non aveva avuto problemi a rifornire la squadra iraniana. Nike però spiega che le sanzioni risalgono in realtà al 2015 e che per la legge statunitense l’azienda può mettere sotto contratto atleti iraniani solo quando giocano all’estero e che la fornitura vale solo per le partite di club. I giocatori quindi dovevano essere a conoscenza di questo inconveniente.

I calciatori che indossano le calzature Nike possono infatti comunque indossarle, ma devono chiederle in prestito ai loro compagni di club che indossano gli stessi scarpini, oppure, come ha raccontato un funzionario sempre alla Espn, andare a comprarsele. Rimane il fatto che i calciatori spagnoli contro cui giocheranno mercoledì 20 giugno alla Kazan Arena hanno a disposizione calzature su misura, vari modelli per ogni condizione del campo e un ricambio da poter utilizzare nel secondo tempo per ogni partita.

La situazione internazionale dell’Iran ha causato anche altri problemi alla propria Nazionale. Una partita amichevole con la Grecia è stata annullata a causa di preoccupazioni politiche. Ma, sempre a causa delle sanzioni, la federazione ha dovute cercare soluzioni alternative anche per la prenotazioni di alberghi e voli, come per il trasferimento di soldi. L’emittente televisiva Usa Espn ha chiesto un commento alla Fifa, senza ottenere risposta, così come attende per ora una replica la lettera inviata dalla Federcalcio di Teheran a Zurigo.