A tre mesi dal 4 marzo, è boom per la Lega, che guadagna 11 punti nelle intenzioni di voto e tallona il Movimento 5 Stelle, che si conferma primo partito con il 30,1%, per la prima volta in calo rispetto al risultato elettorale (32,7%). I sondaggi di Nando Pagnoncelli oggi sul Corriere della Sera evidenziano come i giorni che hanno preceduto la febbrile e incerta formazione del governo Conte – con una reale ipotesi di elezioni anticipate nel caso in cui le forze politiche non fossero arrivate a un accordo – “ha determinato una forte radicalizzazioni delle opinioni, più influenzate dall’animosità che dal merito delle questioni”.

Il risultato: la Lega si attesta al 28,5%, a soli 1,6 punti dal Movimento 5 Stelle. Sale lievemente il Pd, che è al 19,2%, mentre crolla di 5 punti Forza Italia, ferma al 9%. Gli elettori più fedeli sono quelli della Lega: il 92% a tre mesi dal voto rifarebbe la stessa scelta. Una percentuale che per i 5 Stelle corrisponde al 76%, “penalizzato – scrive Pagnoncelli – dall’uscita di elettori in direzione dell’area grigia (fatta da indecisi e astensionisti, che aumenta del 4,3%, ndr) e della Lega“. Anche il 76% dell’elettorato Pd riconferma la scelta fatta, ma i delusi si dividono tra astensionisti (13%), M5s (4%) e Lega (3%).

Bassa fedeltà invece per chi ha votato Forza Italia: solo il 55% degli elettori conferma la preferenza al partito di Silvio Berlusconi. Il 22% finisce tra astensionisti e indecisi, mentre il 17% sceglie Salvini. E chi il 4 marzo non è andato alle urne, nel 70% dei casi ribadisce la sua scelta, ma il 12% oggi voterebbe Lega, 6% il M5s e 5% il Pd. Analizzando l’orientamento dell’elettorato, il 34% degli elettori M5s non si ritiene né di destra né di sinistra ma allo stesso tempo, continua Pagnoncelli, “diminuisce di 10 punti la quota di coloro che si considerano di destra o di centrodestra (oggi rappresentano il 15%) mentre è stabile la quota degli elettori di sinistra o centrosinistra che costituisce il 37% dei pentastellati”.

Quindi, si legge ancora sul Corriere, “il nuovo governo giallo-verde è sostenuto da un elettorato leghista che si colloca sempre più a destra/centrodestra nonché da quello M5s la cui componente prevalente si dichiara di sinistra/centrosinistra oppure non si colloca”. Due elettorati “complementari che esprimono bisogni e interessi differenti”. Il collante? “La promessa di cambiamento“.