Dopo l’accordo per il contratto di governo, la Lega ha organizzato i gazebo per permettere ai cittadini di esprimere il proprio voto (a favore o contro) a proposito del documento siglato tra Salvini e Di Maio; il Movimento 5 stelle, invece, ha allestito punti informativi per spiegare i capitoli del contratto (gli iscritti avevano già espresso il loro parere sulla piattaforma Rousseau venerdì 18 maggio. A Milano, tra militanti ed elettori dei due partiti, sono emerse contraddizioni (per esempio sul reddito di cittadinanza, che secondo i leghisti “è una forma di assistenzialismo”) e punti in comune (i grillini vedono di buon occhio le misure per frenare il fenomeno migratorio con espulsioni e rimpatri). Anche su un altro capitolo i due schieramenti sembrano allineati: Silvio Berlusconi. Anche per i leghisti (soprattutto tra i giovani), infatti, l’ex Cav ha fatto il suo corso. E una legge sul conflitto d’interessi andrebbe realizzata.

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