Non si sono visti oggi, ma si vedranno domenica 20 maggio. E naturalmente hanno continuato a sentirsi al telefono. Luigi Di Maio e Matteo Salvini, incassato il sì della base M5s al contratto e in attesa del risultato dai gazebo del Carroccio, sono al lavoro per chiudere la squadra del futuro governo giallo-verde. Le trattative vanno avanti da ore e girano soprattutto intorno al problema principale del nome del presidente del Consiglio. Che ancora non c’è, o se c’è è tenuto sotto silenzio con grande cura. Per tutta la giornata i due leader hanno parlato del profilo ideale del premier che sembra sempre di più rispecchiare una figura terza: “Né io né Di Maio premier? Questo mi sembra chiaro fin dall’inizio”, ha detto da Milano il segretario della Lega. “Sarà una figura che vada bene a entrambi, con una esperienza professionale incontestabile e che condivida e abbia contribuito alla stesura del programma”. Parole che rievocano quando detto dal costituzionalista Michele Ainis, che intervistato da il Fatto Quotidiano ha detto: “A guidare il governo deve essere uno degli autori del contratto”. In mattinata invece Di Maio era stato più generico: “Si va verso una persona amica del popolo. Ho detto ‘amica’, perché ‘persona’”. E rivolgendosi ai giornalisti, scherzando aveva aggiunto: “Fate un passo indietro, l’ho fatto anche io”. E’ ancora presto per fare previsioni: “Ci rivedremo domenica“. Tutto ancora può succedere, ma stando così le cose sembra difficile che il suo nome possa riprendere quotazione nelle trattative.

Di Maio ha passato la giornata in giro tra Ivrea e Imola per presentare i candidati 5 stelle alle Comunali. E a margine ha parlato delle trattative per il governo. A Ivrea appunto ha commentato la proposta dello stop ai lavori dell’alta velocità, uno dei punti che più ha fatto discutere nel contratto di governo che nelle scorse ore ha ricevuto il via libera dei 5 stelle e che sarà esaminato dai sostenitori della Lega nel weekend. “Nel contratto”, ha dichiarato, “c’è il blocco di un’opera che è inutile. Andremo a parlare con la Francia e gli diremo che la Torino-Lione poteva valere trent’anni fa, ma non più oggi. Non serve più”. Infine ha specificato che quella con il Carroccio non è un’alleanza: “Nel contratto è ben spiegato che continueremo ad essere alternativi sul territorio, a correre gli uni contro gli altri alle amministrative, alle comunali e alle regionali e anche alle prossime politiche o alle europee. Non è una alleanza ma un contratto di governo su punti specifici e c’è da lavorare per almeno 5 anni con l’obiettivo di migliorare la vita degli italiani”.

Per quanto riguarda la scelta del premier, dentro al Movimento si continua a sperare che Di Maio possa risalire nelle quotazioni. Lo ha detto lo stesso Davide Casaleggio questa mattina (“E’ lui il mio premier ideale”) e lo ha ribadito anche il fedelissimo Stefano Buffagni: “Il sogno della base, come il mio da sempre, è che il premier sia Luigi Di Maio, anche se hanno capito che si potrebbe andare verso un’altra soluzione”, ha detto intercettato a un gazebo M5s a Milano. “L’importante per loro è che sia una persona che porti avanti il programma e che dia spazio e rappresentanza al Movimento. Se sarà Di Maio non dipende né da noi né, purtroppo, da lui: Salvini anche oggi è stato perentorio. L’umore della base è buono. C’è grande aspettativa e speranza sul fatto che faremo davvero ciò che scritto nel programma”.

Salvini invece dal canto suo anche oggi ha ricordato come dal governo “si possono fare tante cose. Spero che nessuno in Europa e in Italia ci metta i bastoni fra le ruote. Abbiamo già fatto un lavoro che non è mai stato fatto ossia definire un programma punto per punto da rispettare mese per mese. E se qualcuno non rispetterà questo programma, salta tutto”. L’agenda dei due leader farebbe pensare che l’incontro, probabilmente l’ultimo prima di salire al Colle, avverrà domenica pomeriggio, visti gli impegni di Di Maio, che solo nella tarda serata di oggi lascerà Ancona dove è atteso per una iniziativa del Movimento, mentre domani dovrebbe essere a Teramo.