Matteo Renzi al posto di Enea. Sulle sue spalle il “padre” Silvio Berlusconi invece di Anchise. E ad accompagnarlo Matteo Orfini, calato nei panni del giovane figlio Ascanio. Lo street artist Sirante continua a incorniciare la politica italiana, dipingendone con tratti rinascimentali i protagonisti. Dopo “I Bari“, il quadro comparso in via dè Lucchesi a Roma a metà aprile e raffigurante Di Maio e Salvini mentre truffano l’ingenuo Berlusconi, ecco “L’incendio del Nazareno“. L’opera, affissa nel centro della Capitale e ispirata all’Incendio di Borgo di Raffaello, è stata subito rimossa dalla polizia.

“Da quando Matteo Renzi ha preso la guida del Partito democratico, è iniziato un lungo declino che ci ha portato fino ad oggi. Dopo aver appiccato l’incendio con quel suo ‘stai sereno‘, ha continuato con le sue scelte egoistiche, con i suoi atteggiamenti da gradasso e le innumerevoli frasi da millantatore populista”, ha scritto su Facebook l’artista per motivare le ragioni del quadro. “Non abbandonerà mai il suo Silvio, non può fare a meno dei consigli di Verdini. Fuggirà dall’infuocata situazione all’interno del suo partito. Salverà il suo anziano e fedele ‘padre’, il suo fedelissimo Orfini e i soliti vecchi amici?”, si chiede Sirante criticando la scelta di non dialogare con il Movimento 5 stelle.

L’opera, ispirata all’affresco di Raffaello che si trova nei Musei Vaticani, è apparsa su un muro di Largo del Nazareno a poche ore dalla direzione nazionale del Pd, che si preannuncia tormentata e a rischio spaccatura. Quasi un presagio rispetto a quello che potrebbe succedere. Sulla scena, oltre a Renzi, Berlusconi e Orfini, sono presenti anche Maria Elena Boschi e Denis Verdini, quest’ultimo rappresentato mentre tenta di scappare dall’incendio.

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