“A tutto gas… sull’elettrico”: è impegnativa la promessa fatta da Volvo poche ore fa. La casa scandinava, infatti, entro il 2025 mira a realizzare il 50% del fatturato vendendo automobili a zero emissioni. Un annuncio che rafforza i piani green della marca: per tutti i nuovi modelli introdotti a partire dal 2019 sarà disponibile una versione mild hybrid, ibrida plug-in o elettrica.

Ciò mette Volvo in pole position sul mercato cinese, che è già la prima piazza commerciale per l’azienda. Come si legge in una nota ufficiale, “la Cina è il mercato singolo più grande di Volvo Cars. Qui le vendite della Casa svedese sono aumentate del 23,3% nel primo trimestre di quest’anno, risultato che ha contribuito alla crescita del 14% delle vendite registrata a livello mondiale nel primo trimestre dell’esercizio. Il numero di vetture Volvo vendute in Cina ha superato per la prima volta le 100.000 unità lo scorso anno”.

Il paese asiatico è pure quello col mercato auto più grande del mondo e assorbe più EV di qualunque altra nazione. La Repubblica Popolare intende peraltro incrementare le vendite di veicoli green a oltre il 20% dell’immatricolato entro il 2025: significa oltre sette milioni di vetture ecocompatibili l’anno. Attualmente, Volvo produce in Cina i modelli S90, S90L T8 Twin Engine e XC60 T8 Twin Engine: ciò comporta che tutti e tre gli stabilimenti cinesi del costruttore – situtati a Luqiao, Chengdu e Daqing – assemblano automobili ibride plug-in o elettriche a batteria.

Proprio al Salone di Pechino ha debuttato in anteprima mondiale la nuova XC40 con propulsore T5 ibrido plug-in, di cui però non sono state rese note le specifiche tecniche. Volvo punta molto sulla XC40, già “Auto dell’Anno 2018” e forte di un bottino di oltre 60 mila ordini a livello globale (sebbene la casa non abbia ancora avviato la campagna ordini in Cina). Va da sé che la XC40 sarà un pilastro della produzione Volvo e potrebbe diventare il modello di maggior successo nella storia del brand. E, secondo alcuni, costituire l’entry-level di Volvo.

Costruita sulla piattaforma modulare CMA, presta la sua architettura anche ai modelli del nuovo brand Lynk & Co, pronto a sbarcare in Europa per fare concorrenza ai marchi generalisti. A Pechino la nuova marca ha svelato la versione ibrida plug-in del suv “01”, che sarà il primo a essere fabbricato e venduto nel vecchio continente – successivamente arriveranno la sport utility compatta “02” e la berlina “03” – e sarebbe in grado di viaggiare a emissioni zero per circa 50 km.

Ma nell’olimpo delle marche che appartengono a Geely – il colosso cinese che è anche azionista di maggioranza di Daimler – c’è anche Polestar, dedicato alla costruzione di sportive elettrificate ad altissime prestazioni. Il primo modello del brand, la Polestar 1, vanta un propulsore ibrido plug-in da 600 Cv di potenza e 1.000 Nm di coppia motrice. Successivamente arriverà la Polestar “2”, una berlina elettrica ideata per fare concorrenza alla Tesla Model 3, mentre subito dopo sarà il turno di un suv a emissioni zero col nome di “Polestar 3”.

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