Lui ha otto anni si chiama Adriano e ha un fratello gemello di nome Diego. Vivono insieme dal grembo materno; nessuno al mondo ha condiviso quanto loro lo spazio: quello uterino, prima, e della vita poi. Provano a comunicare Adriano e Diego, talvolta riescono, altre meno perché Diego parla una lingua diversa: quella degli alieni.

La lingua degli Alieni è il nome di un cortometraggio pluripremiato che racconta della disabilità attraverso le considerazioni di un bambino di otto anni, Adriano, che si interroga su quel fratello gemello disabile, tanto uguale quanto alieno come la lingua che parla.

Con la partecipazione straordinaria di Pif – che all’inizio del corto dialoga col piccolo Adriano – e con il patrocinio gratuito di Roma Capitale, il filmato ha ottenuto riconoscimenti importanti da parte del presidente Sergio Mattarella, di papa Francesco e della Bill Gates Foundation. È stato realizzato da Pamela Pompei, la mamme dei due gemelli che fin dall’inizio ha deciso di divulgarlo attraverso il canale YouTube aperto a nome del Comitato disabilità del X municipio di Roma, di cui fa parte.

Adriano definisce suo fratello un “alieno venuto dallo spazio”, giustificando così il suo modo di essere e quello di tutte le persone come lui che hanno scelto di parlare linguaggi sconosciuti, gli stessi linguaggi che fanno da sottofondo alle immagini e che compongono la colonna sonora finale del corto. Le cosiddette “incredibili voci degli amici alieni” altro non sono che quelle dei ragazzi e delle ragazze, dei bambini e delle bambine del Comitato disabilità del X municipio.

Sottotitolato in quattro lingue diverse e accessibile a tutte le disabilità sensoriali, il filmato ha lo scopo di donare al mondo l’opportunità di vedere la diversità attraverso gli occhi di un bambino che la vive nella sua quotidianità.

La lingua degli Alieni è una lunga lettera d’amore di un fratello che cerca in tutta onestà di capire l’altro scavando oltre le differenze e di una mamma che ha voluto tradurre quelle differenze in conoscenza. Ma è anche un inno alla vita degli altri, che non riusciamo a decifrare perché diversa dalla nostra.

La lingua degli Alieni è una lunga domanda, quella di Adriano che si interroga sulle diversità e che così facendo non solo impara a decodificarle ma fornisce a tutti noi una chiave di lettura differente. Una fiaba onesta per spiegare la realtà di chi vive con un disabile, dove le difficoltà e le fatiche quotidiane dell’accudimento – così come le incomprensioni, la solitudine, le diffidenze e le distanza – non sono affatto scontate ma vengono accorciate, tradotte e affrontate da un fratello che vede nell’altro “un mondo fatto di conquiste”.