Sette pacchetti per quattro piattaforme, l’offerta full pensata per Sky, la pubblicità tenuta per sé e per la prima volta tutto il campionato anche sul web: ecco il bando di MediaPro per rivendere i diritti tv della Serie A. Anche dopo la sua pubblicazione, però, non c’è risposta alla domanda che tutti i tifosi del pallone si pongono: dove si vedranno le partite nei prossimi tre anni? Impossibile dirlo, almeno per il momento: perché Mediaset dopo l’accordo con Sky appare meno interessata (e l’offerta per il digitale è anche peggiorativa rispetto al precedente); Sky ha davvero l’occasione di fare man bassa, ma dovrebbe seppellire l’ascia di guerra e mettere sul piatto una cifra notevole che fin qui non ha voluto sborsare; gli altri operatori (Tim, Perform) sono un’incognita. Così il rivoluzionario “canale della Lega”, il vero sogno degli spagnoli, resta un’ipotesi assolutamente concreta, anche se sempre più complicata col trascorrere del tempo.

“PIÙ CALCIO PER TUTTI”, NIENTE ESCLUSIVA A SKY – Nella notte tra venerdì e sabato MediaPro ha pubblicato l’atteso bando per la rivendita dei diritti della Serie A, che si è aggiudicata per la cifra record di 1,05 miliardi di euro. Quattro piattaforme – satellite, digitale terrestre, OTT  (lo streaming sul web) e Iptv (la trasmissione di segnali televisivi su banda larga, come quella di Tim Vision per intenderci) – e zero esclusive. Gli spagnoli sono rimasti fedeli al motto del loro fondatore Jaume Roures, “più calcio per tutti”, dando a tutti gli operatori la possibilità teorica di trasmettere tutto (o quasi) il campionato. Esattamente il contrario dei desideri di Sky, che chiedeva un’esclusiva vera, per prodotto (magari su una fascia oraria molto appetibile come i posticipi, oppure le 2-3 squadre migliori come avviene proprio in Spagna) che giustificasse la spesa.

LE NOVITÀ: PUBBLICITÀ E PERSONALIZZAZIONE – Per rientrare dell’investimento fatto, MediaPro prova a rivoluzionare il concetto di rivendita: da intermediario e non semplice advisor, offre alle piattaforme non solo il diritto, ma il prodotto già confezionato. Gli operatori compreranno i match già completi di produzione, telecronaca, pre e post partita. Questo comporta due vantaggi per gli spagnoli: primo, tentare di aprire il mercato anche a nuovi soggetti interessati ma non in grado di realizzare tutto questo lavoro di produzione; secondo, tenersi la pubblicità. La raccolta degli spot (e quindi i suoi introiti) resterà nelle mani di MediaPro: può valere intorno ai 100 milioni di euro. Sky, invece, che ha già messo su una mastodontica redazione, dovrà pagare dei diritti aggiuntivi (anche i pacchetti F e F+) per personalizzare il prodotto e metterci la sua firma (oltre che tenersi la pubblicità per quanto riguarda il satellite).

IL CALCIO ANCHE SUL WEB (FORSE) – L’altra novità riguarda internet: per la prima volta c’è un pacchetto che prevede la trasmissione di tutto il campionato sul web. Fino ad oggi l’offerta streaming si era limitata alla Serie Tim Tv, 3 partite a weekend al costo di circa 10 euro al mese, che non era proprio decollata. Adesso il calcio italiano potrebbe sbarcare finalmente, e per davvero, su internet. È l’apertura del mercato promessa da MediaPro, che però potrebbe restare solo sulla carta del bando. Si parla di Amazon e soprattutto di Perform, ma alla fine Sky – che guarda con ostilità all’avanzata delle nuove tecnologie e può sbaragliare il campo con le sue disponibilità economiche – potrebbe decidere di accaparrarsi pure questo pacchetto, al solo scopo di proteggere l’app SkyGo e la sua leadership. Andasse così, le richieste di MediaPro verrebbero soddisfatte ma il panorama dell’offerta resterebbe immutato. Non una grande notizia per il consumatore.

LE MOSSE DELLE PAY-TV E IL CANALE DELLA LEGA –   Adesso la palla passa alle pay-tv, che hanno tempo fino al 21 aprile per fare le loro offerte. Altra novità: la base d’asta c’è ma rimane segreta, gli operatori dovranno puntare “al buio” (così potranno fare meno calcoli). MediaPro ha fatto tutto ciò che poteva per capitalizzare al massimo i diritti, ma tutto dipende dalle intenzioni della controparte. Sky non ha avuto l’esclusiva che chiedeva, ma potrebbe comunque monopolizzare il mercato. Mediaset può conservare le partite delle 8 big sul digitale (Roma compresa, che prima era fuori dal pacchetto del digitale) e liberarsi di tutta una serie di costi vivi, tra produzione e giornalisti pronti a trasferirsi a MediaPro (la settimana prossima cominceranno i colloqui per metter su la nuova redazione). Se invece forti della loro reciproca intesa le pay-tv giocheranno ancora al ribasso, gli spagnoli punteranno dritti sul canale della Lega: i prodotti audiovisivi già confezionati previsti in questo bando, in fondo, ne sono solo l’anticipazione. Ma per farlo bisognerà convincere i presidenti delle squadre (ce ne sono alcuni contrari) e prepararsi a una battaglia legale inevitabile, dagli esiti imprevedibili. A soli 4 mesi dall’inizio della prossima stagione, non è neppure detto che il 19 agosto qualcuno trasmetta le partite della Serie A.

@lVendemiale