Oggi ci sono le generazioni Ready Player One e Commodore 64. Il mondo ha scelto di dividersi, c’è chi come Steven Spielberg vive guardando in là, con gli occhi pieni di futuro e la mente già in una realtà virtuale e quelli invece come Paul Andrews che galoppano la nostalgia e amano i videogiochi retrò e la polvere.

Così il passatista – Andrews – ruba al regista/futurista – Spielberg – il segreto del viaggio nel tempo e domani catapulterà tutti indietro di 35 anni fino al 1983 quando il Commodore 64 diventava anche in Italia il compagno di gioco preferito al pari del pallone da calcio. Il salto nel passato avverrà con la presentazione del nuovo “The C64 Mini”, una fedelissima riproduzione dell’home computer che ha rivoluzionato per sempre il concetto di videogioco.

Se oggi è il giorno del futuro e della realtà virtuale, con le sale strapiene per l’uscita del nuovo film di Steven Spielberg “Ready Player One”, pellicola fantascientifica che racconta appunto di un mondo virtuale in cui vivere una seconda vita, domani sarà il giorno del passato, della nostalgia e del Commodore 64. Dopo il ritorno in auge di “pezzi” che hanno segnato generazioni come il Nes o il Super Nintendo ora è il turno del mitico C64. Il computer nato dalla mente di Jack Tramiel, tra il 1982 (data di lancio negli Usa) e il 1993 stregò milioni di bambini regalando esperienze indimenticabili. Di gioco ma anche di programmazione, perché il C64 era un computer a tutti gli effetti con cui imparare a “fare il nerd” attraverso un linguaggio informatico semplice e immediato. Un’esperienza totale e imprescindibile, un motivo in più per rimpiangere gli Anni 80. Niente paura però. Da domani tutto questo tornerà in vita grazie alla Retro Games di Paul Andrews che ha deciso di mettere in commercio una riproduzione 1 a 2 del mitico Commodore 64. Nel nuovo “The C64 Mini” ritorna davvero tutto: l’indimenticabile tastiera e il controller in classico stile anni ’80, ci saranno la spia rossa di accensione e la schermata blu di avvio oltre a Basic per la programmazione e, guarda caso, anche 64 giochi. Il tocco moderno sta nella possibilità di connessione alla TV tramite HDMI e un’ingresso Usb.

Come sempre succede, se qualcuno spinge sull’acceleratore dell’entusiasmo, qualcun altro tira il freno con i dubbi. Fin dai primi giorni dopo l’annuncio dell’uscita fino alla vigilia, il web si è diviso. Da un lato ci sono i retrogamer più incalliti, gli appassionati di console “vecchie” e storiche che non vedono l’ora di mettere le mani sulla replica del mito, chiudersi in casa e dire addio alla vita sociale. Sull’altra sponda del web, invece, ci sono gli scettici, i disillusi, quelli che maledicono le imitazioni e che puntano il dito contro le basse “operazioni nostalgia”. Mettiamo le carte in tavola. Il nuovo “The C64 Mini” è una copia in miniatura dell’originale Commodore 64. C’è la tastiera, il joystick e anche molti dei giochi storici con cui perdere le proprie giornate. La puzza di nostalgia, insomma, si sente forte. Ma stando alle recensioni di chi l’ha provato in anteprima, si sente odore di sfruttamento di un nome e di una passione più che di ritorno di un mito. La tastiera del nuovo “The C64 Mini” infatti è finta e non si può usare per giocare: l’ingresso Usb permette di collegare altre tastiere. Il controller poi ha dei tasti in più rispetto all’originale che se da un lato amplia le possibilità di gioco dall’altro non rispetta il modello del 1983. E soprattutto, eccetto nella forma, della Commodore c’è poco. Nella campagna pubblicitaria e sulla console non viene infatti mai citato il nome dell’azienda canadese produttrice della macchina, il cui uso è al centro di battaglie legali.

Accanto ai dubbi però va registrato l’entusiasmo dilagante che circonda le ore antecedenti il lancio del nuovo “The C64 Mini”. In tantissimi, sui social, sui blog e anche con il passaparola, non stanno nella pelle e mescolano sogni, commenti nostalgici e ricordi. Fatto un rapido check tra i dubbiosi e i trepidanti, ci sentiamo di dire che sì, un mito sta tornando. E ci sentiamo di dare un avvertimento: ragazzi, attenzione che i papà vi scipperano il joystick.

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