Un dubbio mi assale: fosse un pesce d’aprile? A leggere quanto riportato dai diversi quotidiani, la data prevista per il rientro nell’atmosfera terrestre della stazione spaziale cinese Tiangong-1 è proprio il primo aprile e molte, troppe delle affermazioni fatte hanno talmente poco senso da rafforzare il sospetto che sia tutto uno scherzo.

Leggo dalla versione digitale di celebre quotidiano nazionale che rende omaggio a Platone: “Stando a una nota dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione “A. Faedo”, esiste una percentuale dello 0,2% che frammenti della struttura, lanciata in orbita il 29 settembre 2011, cadano sulla nostra Penisola il 1 aprile”; e ancora, prima frase dell’articolo: “La percentuale è solo dello 0,2% delle possibilità”.

Però la nota del Cnr –pregiata operazione di taglia e cuci di quanto riportato nella stampa internazionale (benedetto Google e chi lo ha inventato) con qualche apporto di proprietà intellettuale originale – non dice nulla del genere e non ha senso parlare dello 0,2% delle possibilità. Si deve parlare di probabilità che è tutt’altra cosa.

La nota del Cnr dice che non è possibile prevedere dove e quando verrà giù. Giusto. Troppe le fonti di incertezza: le variazioni di densità degli strati alti dell’atmosfera; l’orientamento del satellite in funzione del tempo; le proprietà fisiche dell’oggetto e l’esattezza della sua localizzazione e velocità.

Si tratta, infatti, di trovare dove non cadrà. Nelle ultime 36 ore si inizia a escludere aree sempre più vaste della fascia compresa fra i 43° Nord e i 43° Sud che circonda l’intero pianeta interessata all’evento. L’Esa, l’Agenzia spaziale europea ha dichiarato che la zona su cui possono cadere dei frammenti ha una lunghezza di migliaia di chilometri e una larghezza di decine di chilometri. “Dove” però non lo dice perché non si può sapere se non nelle vicinanze del rientro, quando si arriva a escludere il 97% delle aree inizialmente considerate a rischio.

Sufficienti informazioni da potere escludere del tutto l’Italia si avranno solamente alcune ore prima del rientro. Se poi si facesse parte del 3% delle aree residuali allora si tratterebbe di aspettare, magari restando al coperto. La probabilità di essere colpiti è bassissima, come vedremo fra poco, ma non è zero. Se non è zero può accadere. Quindi, state al coperto.

Però il pregiato quotidiano di cui sopra scrive che cadrà alla 11:25 ora italiana e potrebbe coinvolgere parte dell’Italia. Devono essere dotati di oracolo interno o altre forme di divinazione.
Altro giro, altra corsa. Il senatore Alfredo Frassati li avrebbe licenziati tutti i suoi giornalisti se si fossero permessi di pubblicare una sciocchezza del tipo: “Le possibilità che frammenti infuocati arrivino a Terra sono pari a uno su trecentomila. È di gran lunga più probabile vincere alla Lotteria Italia”. Questo è il classico esempio di informazione fuorviante.

A parte che non è vero che le possibilità siano una su 300mila – chissà come se lo sono inventato – e che bisogna parlare di probabilità – repetita juvant, si spera – di che vincita stanno parlando? La probabilità di vincere l’unico primo premio? Quella è pari a uno su 10 milioni, il numero totale di biglietti stampati. La probabilità di vincere uno dei quattro premi da 50mila euro invece è 4 su 10 milioni, ovvero 1 su 2 milioni e mezzo. La probabilità di vincere uno dei premi da 500 euro è pari a 10mila diviso 10 milioni, ovvero 1 su 1000 mentre il premio da 5 euro lo vincono 1.610.004 biglietti con una probabilità di vincita pari a 1 su 6,25. Allora, di che stiamo parlando? Com’è bello ciurlare nel manico con i numeri.

Qual è allora la probabilità di essere colpiti?

Se andate a leggere la nota Cnr scoprirete che la comunità internazionale ha fissato, la probabilità per un individuo di essere colpito da un frammento di un satellite al rientro in 1 su 100mila miliardi, ovvero 1 seguito da 14 zero. La probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130mila volte maggiore, ovvero circa 1 su un miliardo.

A proposito, se andate a leggere la già citata nota, scoprirete che pure il Cnr scrive sciocchezze: “Ci vorrebbero, infatti, da 500 a 1000 rientri come questo perché ci sia un’elevata probabilità che un frammento colpisca qualcuno in giro per il mondo”. Non è vero. Falso. Sbagliato. Se sono 1000 eventi indipendenti – come di fatto sono -, la probabilità di essere colpiti invece di essere 1 su 100mila miliardi sale a 1000 su 100mila miliardi ovvero 1 su 100 miliardi. Certo, è mille volte più probabile ma ad affermare che ci sia un’elevata probabilità ce ne corre, anzi ce ne casca.

Dov’è poi la notizia? Che rientra un satellite? Succede un paio di volte all’anno, ogni anno e nessuno è mai stato ucciso da un frammento spaziale. “Sì, ma questo satellite è grosso assai” Falso. Ha una massa di circa otto tonnellate, quando lo Skylab ne aveva 85 e la Salyut 7 – che è venuta giù mentre era collegata al Cosmo 1686 – ne totalizzava 44 di tonnellate.

Allora, perché tutto questo gran parlare? Sorge un secondo sospetto: vuoi vedere che questa cagnara  –oltre al fatto che questo sia l’anno del cane in Cina – è dovuta al fatto che sia cinese?

L’esplorazione spaziale per molti decenni è stato terreno esclusivo delle due grandi superpotenze. Non è più così. Nel 2017 gli Usa hanno effettuato con successo 29 lanci, la Russia 19, la Cina 18. Nel 2016 ne aveva effettuati 22. Il prossimo futuro vede missioni interplanetarie e la possibile creazione di colonie sulla Luna o su Marte, progetti che richiedono cooperazione internazionale e collaborazioni pubblico-privato. A non tutti piace l’idea che la Cina si sieda al tavolo degli accordi in posizione di parità, quindi…

Forse la notizia è che chi scrive di scienza non conosce bene il suo mestiere, me compreso ovviamente. No, non è una notizia: si sa.

Dimenticavo: non è un pesce d’aprile. Il Palazzo Celeste 1 – questa è la traduzione di Tiangong 1 (“Tiangong”, Palazzo Celeste; in mandarino天宫一号; pinyin: Tiāngōng yīhàol) – viene giù il primo aprile più o meno 4 giorni, il che significa fra il 28 marzo e il 5 aprile. Se dovesse colpire qualcuno prendetene nota. Se non ha colpito voi, siete testimoni di un evento molto, molto, molto poco probabile, quindi memorabile.