Matteo Salvini ribadisce il suo no al Pd, Silvio Berlusconi rivendica la presidenza di un ramo del Parlamento. I nervi sono ancora tesi nel centrodestra, ma il faccia a faccia tra i principali leader della coalizione è ormai in vista. Mercoledì si ritroveranno a cena a Palazzo Grazioli, per discutere dei primi contatti avuti in questi giorni con Cinque Stelle, Pd e Leu sulle presidenze delle Camere.

Ma le frasi, gli abboccamenti, i messaggi a distanza dopo il voto del 4 marzo hanno messo in evidenza una ‘difformità’ d’intenti tra il leader del Carroccio e l’ex cavaliere. Forza Italia ha dalla sua la forza dei numeri, soprattutto in Senato, dove il gruppo – con l’aggiunta dei 4 senatori dell’Udc – ha raggiunto quota 61, mentre la Lega è ferma a 58. Nelle scorse ore sono arrivate anche le parole di Antonio Tajani a sottolineare il peso degli azzurri: “Siamo una coalizione, non un partito unico. Forza Italia rimane determinante, la sua identità è decisiva per dare equilibrio al centrodestra – ha sottolineato il presidente dell’Europarlamento – Anzi ce n’è tanto più bisogno oggi, perché è l’unica forza garante di stabilità“.

Stabilità, una parola chiave. Perché Berlusconi reputa innaturale un’alleanza con il Movimento 5Stelle, definita più volte “una setta” di “inaffidabili”. Mentre Salvini ha chiuso ancora una volta la porta in faccia al Pd: “Io al governo con Renzi e Serracchiani – ha detto in un incontro a Udine – non ci vado”. Sul punto, fa gioco a Forza Italia anche la posizione di Fratelli d’Italia: la formazione di Giorgia Meloni non reputa fattibile un’alleanza di governo non guidata da un esponente di centrodestra. L’asse Fi-Fdi è saldo anche sulle presidenze con l’aut-aut imposto a Salvini: premiership o Palazzo Madama.

Per questo, Berlusconi continua a tenere aperto un canale con il Pd e ‘calda’ l’opzione Tajani. Molto dirà la cena di mercoledì: se la posizione del leader della Lega dovesse essere irremovibile, l’ex cavaliere – secondo l‘Ap – ha in mente di tentare un blitz per la presidenza del Senato, dove il nome preferito resta Paolo Romani ma sembrerebbe spuntata anche l’opzione Emma Bonino. Se sarà necessario, con il suo nome il leader di Forza Italia ha in mente per sparigliare le carte.

In più, in vista delle consultazioni con il presidente della Repubblica, sempre secondo l’Ap, Berlusconi potrebbe sostenere l’eventualità che la coalizione non si presenti al completo al Quirinale. Faccia a faccia con Sergio Mattarella difenderebbe il 37% raggiunto dalla coalizione prospettando un governo di centrodestra, ma senza mai fare il nome di Salvini. In fondo “dal 4 marzo non lo ha mai fatto”, fanno notare fonti autorevoli.

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