Elettrico si, elettrico no. Si fa sempre un gran parlare della cosiddetta rivoluzione a batteria, anche se forse non è ancora il momento. Fermando l’analisi a quanto accaduto lo scorso anno nel vecchio continente, c’è da registrare che le vetture a emissioni zero immatricolate sono state pari allo 0,9% del totale. Mentre in Italia è andata molto peggio: 1.945 auto, pari ad un misero 0,1%.

Sono questi i numeri con cui fare i conti, alle nostre latitudini. Anche se il vero boom dell’elettrico lo conosceremo nel prossimo decennio, stando alle previsioni degli addetti ai lavori. Quelle dell’Osservatorio Autopromotec, basate su uno studio condotto dalla PwC che ha preso in considerazione i mercati di Cina, Europa e Usa, sono particolarmente ottimistiche a riguardo. E ci dicono che si passerà dai 2,5 milioni di veicoli a batteria venduti lo scorso anno a quota 164 milioni nel 2030. In pratica, un aumento delle immatricolazioni di 65 volte in soli 13 anni.

Interessante la tripla velocità con cui tutto questo dovrebbe accadere. La ricerca spiega infatti che gli EV aumenteranno lentamente fino al 2020, quando arriveranno a 7,6 milioni. Nel quinquennio seguente ci sarà una prima accelerazione che porterà sopra i 41 milioni, mentre la vera e propria crescita vertiginosa che garantirà di raggiungere i 164 milioni di cui sopra avverrà tra il 2025 e il 2030.

Tutto questo sarà dovuto in gran parte alle performance commerciali della Cina, che a ben vedere è già il primo mercato al mondo per volumi di veicoli elettrici: solo nel 2017 ne circolavano sulle sue strade ben 1,2 milioni. Un trend che sarà confermato negli anni a venire, visto che dei 164 milioni previsti per il 2030, 73,7 verranno proprio dal paese del Dragone. Seguito da Europa e Stati Uniti, che si attesteranno rispettivamente a quota 45,5 e 45 milioni. La Grande Muraglia ha già vinto la guerra dell’elettrico ancor prima che cominci? Probabilmente si. Sempre che queste previsioni non si rivelino una chimera.