Vorrei fare un appello agli appelli: “Basta con gli appelli al Pd per appoggiare un governo 5 Stelle”. Per carità, da un punto di vista meramente teorico li condivido. E poi sono appelli che provengono da persone che stimo oltremodo e a cui voglio bene: Barbara Spinelli, Gustavo Zagrebelsky, Paolo Flores D’Arcais. Anche molte firme del Fatto sperano in un accordo analogo. Ci sta. E’ però un accordo che non esiste sulla faccia della Terra, e anche per questo ho detto “no” a Paolo quando mi ha chiesto di firmarlo.

In primo luogo, essendo un accordo sostanzialmente impossibile, è inutile parlarne: Pd e M5S si odiano, tanto nell’elettorato quanto tra i parlamentari. Michele Emiliano su scala nazionale conta poco ed è più probabile che il Benevento vinca la Champions League.

In secondo luogo, se il centrodestra governasse deluderebbe i più, ma non ci sarebbe alcun ritorno del fascismo. Lo fa già da più parti e mi pare che la Terra sia ancora in asse. Lo so, vedere al potere scorreggioni bolsi come Sgarbi e xenofobi grevi come chi ben sapete sarebbe triste, ma finiamola con questa cosa che Salvini è Himmler e la Meloni Eva Braun.

In terzo luogo, tali appelli non tengono conto di come il Pd renziano non abbia quasi nulla di sinistra. Renato Brunetta ha detto ieri: “Caro Pd, appoggia noi. Ha più cose in comune con noi che con i grillini”. So che è dura dare ragione a Brunetta, ma qui ce l’ha.

Gli “appellisti” sperano forse che, dopo le “dimissioni” della sciagura di Rignano, il Pd sia già derenzizzato. Figuriamoci: sarà un percorso lunghissimo, perché Renzi ha distrutto tutto, da una parte azzerando la base e dall’altra trasformando parte dell’elettorato piddino in fans esagitati. Il Pd, nato di per sé morto (cit. Cacciari), è ora oltre la decomposizione. Servirebbe un netto cambio di rotta, che ovviamente non c’è. E’ un altro errore degli “appellisti”: credere che Renzi si sia fatto da parte e che gli orlandiani siano già pronti a un nuovo corso. Macché. Renzi governa ancora il Pd, sebbene sotto mentite spoglie. E se pure gli orlandiani – peraltro pure loro contrari all’accordo con M5S – prenderanno il partito, Renzi controllerà ancora metà truppe in Parlamento. Il Pd sarà ancora coincidente con Renzi a lungo. E’ molto più probabile che il Pd appoggi Berlusconi (e dunque Salvini). Pif dice: “Con Verdini e Alfano sì e con i 5 Stelle no?”. E dov’è lo strano, Pif? Guarda che Renzi era così anche quando andavi alla Leopolda. Felice che adesso l’abbia capito anche una persona intelligente come te.

Leggo poi da che il Pd “è l’ago della bilancia”. Ma “ago” de che? Il Pd ha un 18% stitico con cui non fa neanche il brodo. Non può tirare la corda, perché se la tira troppo si va al voto e rischia di scomparire. Questo, non lo ignoro, è ciò che dà potere al M5S: “minacciare” il voto per costringere i piddini ad appoggiarli. La paura di tornare a casa, e non essere poi rieletti, convincerà qualche esponente del Pd ad abbassare la cresta. Ma è una minaccia che può esercitare, con ben più efficacia, anche il centrodestra.

Rovescerei però il ragionamento: M5S e Lega hanno un match point irripetibile per togliere dai giochi il Pd. Se vanno in fretta al voto, tolgono dai giochi il terzo rivale: sarebbero politicamente scemi di nulla, se non sfruttassero tale occasione. Più che avere un’occasione di governare con il Pd, M5S e Lega hanno un’occasione di dare il colpo di grazia al Pd non governando con esso.
Tra Pd e M5S c’è un’incomunicabilità totale che mi stupisce non venga percepita dagli “appellisti”. L’esempio del Parlamento Europeo non c’entra molto: i 5 Stelle lì collaborano con Tsipras e forze europee realmente di sinistra, mica con Romano, Ascani e Migliore.

Vorrei poi ricordare sommessamente che, se i 5 Stelle avessero detto agli elettori “Se ci votate poi andiamo con il Pd”, avrebbero preso il 3%. Cercare una sponda con (questo) Pd è folle anche solo a pensarci. E viceversa. Arrivo a dire che anche il Pd fa benissimo a non volere appoggiare i 5 Stelle. Se il Pd lo facesse, sarebbe contronatura e presto accoltellerebbe il M5S. Che, di nuovo, da tale accordo avrebbe solo da perderci (come il Pd). Perché diavolo dovrebbero fare una bischerata simile? Per il bene del Paese? E sarebbe questo, secondo voi, il “bene” del paese? Un accrocchio forzato e senza senso?

Altro punto: i 5 Stelle sono una forza di rottura. Se vanno al governo, devono andarci in maniera autonoma e con la forza di poter fare tutto quello che hanno promesso. Se devono andarci con ottanta badanti, e quelle badanti hanno pure i nomi di Orfini e Morani, meglio non andarci. Vedere dalla tribuna se Renzusconi in salsa salviniana prende forma: se sì, fare opposizione; se no, andare al voto.

Appunto: andare al voto.

Per due o tre mesi, elezioni di Presidenti di Camera e Senato a parte, non succederà una mazza. Poi toccherà a Mattarella, ieri tratteggiato come sfinge letargica e oggi frainteso quasi per Goldrake. Lega e 5 Stelle hanno i numeri per fare quello che vogliono: sono loro gli aghi della bilancia, non certo il Pd. Certo, non possono governare da soli, ma possono impedire che lo facciano gli altri. Se Salvini è così scemo (e non lo è) da accettare un renzusconismo che lo ucciderebbe elettoralmente, faccia pure. Altrimenti ci sono due strade abbastanza agili.

1. M5S e Lega assecondano (da soli o con chi vuole starci: non importa) Mattarella per un “Governo del Presidente” che faccia l’indispensabile e la legge elettorale.

2. Fatta la legge elettorale, M5S e Lega fanno saltare il banco e si torna al voto. Marzo 2019 al massimo, possibilmente prima. A chi mi dice che così facendo Di Maio non potrebbe ricandidarsi per il vincolo del doppio mandato, rispondo così: mi gioco entrambe le palle (a cui tengo molto) che se questa legislatura durerà meno di un anno, il doppio mandato verrà “sospeso”. E Di Maio ci sarà ancora. In questo modo, di fatto, M5S e Lega porterebbero il Pd all’annullamento, peraltro salvifico anche per il Pd, che sarebbe – sul serio – costretto a ripartire da zero. E in questo modo, con una nuova legge elettorale, permetterebbero agli italiani di decidere una volta per tutte tra Salvini e Di Maio.

Non ci sono altre opzioni: qualsiasi inciucio duraturo sarebbe terrificante. Fate durare poco questi pallosissimi traccheggi e torniamo in fretta al voto. Non è un’opzione esaltante, lo so, ma con queste carte in tavola è l’unica che abbiamo.