Keep calm and carry on“. Per commentare l’esito del voto italiano, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker recupera una frase storica poco rassicurante. Quella coniata dal governo inglese nel 1939, all’inizio della seconda Guerra mondiale, per (tentare di) tenere alto il morale della popolazione. Il riferimento – stando a quanto ha detto alla stampa il portavoce della Commissione Margaritis Schinas – era però alle possibili conseguenze sui mercati finanziari. Del resto Juncker prima delle elezioni era intervenuto a gamba tesa anticipando che temeva “una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo”. Quanto alle prospettive aperte dall’esito elettorale, Bruxelles si limita a ribadire “fiducia nel presidente Mattarella che sarà in grado di facilitare la formazione di un governo stabile” dopo che saranno annunciati i risultati ufficiali. E ricorda che in questo momento “l’Italia ha un governo con il presidente Gentiloni con cui collaboriamo strettamente”.

“Non commentiamo”, ha aggiunto Schinas, “i commenti di Salvini”. Il quale nella sua conferenza stampa di lunedì mattina ha auspicato che Juncker “rimanga per il più breve tempo possibile presidente” e affermato che “l’euro è e rimane una moneta sbagliata” e “il sistema della moneta unica è destinato a finire” anche se è una scelta da cui non può tornare indietro “un Paese da solo”. “Noi – ha concluso – lavoreremo a cambiare alcuni trattati. Il sistema della moneta unica è destinato a finire e vogliamo arrivare preparati a quel momento”. Il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen ha poi aggiunto: “Speriamo” che l’Italia abbia un nuovo governo “il prima possibile, ma i risultati sono abbastanza complicati. Sta a coloro che guidano i partiti in Italia trovare una coalizione che funzioni”.

Berlino intanto auspica una rapida stabilizzazione del quadro politico, quale che sia. Il governo tedesco, ha detto il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, Steffen Seibert, si augura che in Italia verrà formato un “governo stabile” e “prima di sei mesi“. “Auguriamo buona fortuna ai responsabili per formare un governo stabile, e questo per il bene dell’Italia ma anche della nostra Europa comune“, ha dichiarato Seibert, aggiungendo che “naturalmente, poco importa quale sarà il prossimo governo, avremo presto dei contatti”. Parlando dei “sei mesi”, Seibert ha fatto riferimento alla Germania, che ha impiegato proprio sei mesi per creare un nuovo governo dopo le legislative del 24 settembre, arrivando infine a una riedizione della Grosse Koalition.

Da Parigi il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “prudente per quanto riguarda il voto italiano”. “Aspettiamo le decisioni del presidente”, ha aggiunto, “a lui spetta la responsabilità di formare un governo. Osservo che nel mondo in cui viviamo, si possono difendere delle belle idee, ma non si possono difendere facendo astrazione del contesto. E oggi l’Italia ha indubbiamente sofferto della pressione in cui vive da mesi e mesi, incluso un contesto di forte pressione migratoria. Dobbiamo tenerlo a mente”. Esulta Marine Le Pen, leader del Front National, che ha inviato le sue “calorose felicitazioni” alla Lega per il risultato alle politiche scrivendo su Twitter: “L’avanzata spettacolare e l’arrivo in testa alla coalizione della Lega guidata dal nostro alleato e amico Matteo Salvini è una nuova tappa del risveglio dei popoli!”.

Il New York Times nella sua prima analisi del risultato elettorale sottolinea che “gli italiani hanno assegnato la maggioranza dei voti alle forze di destra e populiste”. “Le elezioni, le prime in cinque anni, erano state ampiamente descritte come un test della forza dei populisti sul continente e di quanto lontano potessero arrivare”. La risposta, dice il New York Times, è che i populisti in Italia possono andare “lontano, molto lontano”. Ora l’Italia, “una nazione che ha fondato l’Unione Europea e una delle maggiori economie del Mediterraneo”, secondo il quotidiano si avvia ad avere “un governo meno coinvolto nel progetto di un’Europa unita“.