I dazi annunciati da Donald Trump su acciaio e alluminio non ci sono ancora. Ma tra Usa e Ue è già – anche se solo parole – escalation di barriere commerciali. Mentre a Washington si dimette l’advisor economico della Casa Bianca Gary Cohn, Bruxelles annuncia di avere già pronta una lista provvisoria di prodotti su cui potrebbe imporre protezioni in  risposta alle nuove politiche dell’amministrazione statunitense. Nell’elenco, ha detto la commissaria per il Commercio Cecilia Malmstroem, ci sono “alcuni tipi di bourbon” ma anche il “burro di arachidi” e il “succo di arancia“, oltre a motociclette e vari altri “prodotti siderurgici, industriali e agricoli”.

“Abbiamo messo in chiaro che se le misure commerciali contro l’Ue verranno prese, queste danneggeranno l’Ue, e devono essere controbilanciate da una risposta europea equa e proporzionale” rispetto a un danno stimato intorno ai 2,8 miliardi. Che ha spiegato: “Ci sembra di poter dire che la misura americana sia una misura economica sotto mentite spoglie. Siamo molto perplessi sulla validità della giustificazione” addotta, che fa riferimento invece a ragioni di sicurezza nazionale, in considerazione del ruolo di alleato degli Usa ricoperto dalla Ue.

Oltre a danneggiare il commercio, ha precisato la commissaria, una mossa di questo genere creerà anche un “danno alle relazioni transatlantiche”. “La quantità di acciaio europea importata dagli Usa è piccola”, ha ricordato poi, e gli stessi Usa beneficiano della produzione di “alcuni milioni di auto” di marche europee sul loro territorio in termini di posti di lavoro ed entrate. Di qui la risposta preparata dalla Commissione, che si compone di “tre filoni”. Primo, una procedura tradizionale davanti al Wto, ma “è lunga e richiede tempo”. Secondo, “misure di salvaguardia” a protezione del mercato europeo nel caso in cui vi venissero deviati flussi di acciaio americano a basso costo. Terzo, “una lista provvisoria di dazi su una serie di prodotti americani”, non ancora definitiva perché deve essere ancora discussa con gli stati membri e i partner economici. In caso le misure Usa dovessero scattare, quest’ultima potrà però entrare in vigore rapidamente, nel giro di qualche settimana.

La Coldiretti commenta dicendo che “la vendetta Ue si consuma a tavola, con l’aumento dei dazi su 950 milioni di euro di importazioni agroalimentari dagli Stati Uniti, dai fagioli rossi al burro d’arachidi, dal bourbon whiskey al riso, dal tabacco ai sigari, dai mirtilli al succo d’arancia”. Insieme ad acciaio, abbigliamento e scarpe, l’Unione Europea si prepara, sottolinea la Coldiretti, a colpire alcuni prodotti più rappresentativi della cultura alimentare del made in Usa; prodotti agroalimentari che pesano circa 1/3 del totale di 2,8 miliardi di valore delle merci nel mirino di Bruxelles. La guerra commerciale “nel piatto” secondo la confederazione mette a rischio circa 4 miliardi di export agroalimentare Made in Italy con le esportazioni di cibo e bevande aumentate del 6% nel 2017.