“Noi bandiamo il dogma e coltiviamo il dubbio. Sono due gli argomenti di cui non parliamo mai: la politica e la religione“. Così parlò il libero muratore seduto sullo scranno di uno dei piccoli templi celati nella pancia di via Pirelli 5, a Milano. È qui, a due passi dalla stazione centrale, che ha sede la loggia del Grande Oriente d’Italia , la principale obbedienza del Paese. “Perché non parliamo di politica e religione? Perché sono gli argomenti che dividono l’umanità“, continua il massone vestito in abiti civili, che si è offerto di guidare ilfattoquotidiano.it a visitare i sotterranei della loggia. Pochi attimi prima, al piano superiore, un suo confratello – che invece sfoggia il collare verde e oro d’ordinanza – ha salutato calorosamente Fabio Altitotante, consigliere in Regione Lombardia, ricandidato da Forza Italia alle elezioni di domenica prossima. “Vieni qui, fatti presentare. Questo è il nostro candidato: sarà il primo degli eletti se lo voti pure tu”, dice ai vari curiosi che affollano la sala grande.

Una decina di gradini illuminati, qualche attento bodyguards, un guardaroba all’entrata di tre saloni bianchi e i tavoli lungo i muri con le olive e le patatine: vista così sembra più che altro l’inaugurazione di una qualsiasi attività commerciale. E invece è il giorno dell’orgoglio massonico e la sede del Grande Oriente d’Italia è aperta al pubblico come ordinato dal Gran Maestro Stefano BisiL’hanno chiamato il Goi Pride ed è il modo in cui i fratelli muratori replicano alla commissione parlamentare Antimafia, a un anno esatto dall’ordine di Rosy Bindi. L’1 marzo del 2017, infatti, la presidente di Palazzo San Macuto mandò la guardia di finanza a perquisire il Vascello, la sede romana del Goi. L’obiettivo? Sequestrare tutte le liste degli iscritti alle logge in Calabria e Sicilia. “Se ce lo chiede la magistratura siamo ben felici di collaborare. Ma quella ordinata dalla Bindi è stata una mancanza di rispetto”, dicono i fratelli muratori di via Pirelli. Dove per vedere la loggia, quella vera, bisogna scendere due rampe di scale.

“Questa è la sala in cui ospitiamo anche gli interventi esterni”, dice il massone che si offerto di fare da Cicerone indicando un grande ambiente quadrato. Intorno si susseguono una serie di stanze di dimensioni diverse: sono i vari templi che cambiano grandezza a seconda del numero degli istritti. Lo scranno del gran maestro è al centro, circondato da quelli degli altri confratelli. Ai muri sono impresse tre parole in oro: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. E poi un acronimo: A.G.D.G.A.D.U. È una sigla che significa: “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”.

Sul pavimento di legno, invece, ci sono i più classici dei simboli massonici: la squadra e il compasso. Sono i classici utensili dell’architetto, legati alla figura immaginaria di Hiram Abif, che avrebbe progettato il tempio di Salomone. La squadra potrebbe rappresentare la materia, mentre il compasso lo spirito o la mente. Il condizionale, infatti, è d’obbligo, visto che il dogma per i fratelli muratori non esiste. “Noi – spiegano – coltiviamo il dubbio. Per questo siamo perseguitati”. Perseguitati da chi? “Da tutti. Dalla Chiesa, dalla commissione Antimafia, dalla stessa politica”.

Eppure, secondo l’inchiesta di palazzo San Macuto, all’interno della massoneria c’è “una sorta di tolleranza, frutto di un generalizzato negazionismo dell’infiltrazione mafiosa, magari volto a salvaguardare il prestigio internazionale dell’associazione massonica o le sue fondamentali regole di segretezza”. “Noi non siamo segreti siamo riservati. E non siamo più riservati degli appartenenti all’Opus Dei o degli iscritti a un partito politico. E come tutte le associazioni, compresa persino l’Acli, siamo infiltrabili. Non è il massone che delinque, è il delinquente che s’inserisce nella massoneria”, sostengono i fratelli muratori milanesi. “Uno ci ha chiesto: dove è al foto di Licio Gelli? Ma Gelli è un esempio negativo. Sono stati massoni anche personaggi come Fleming o Quasimodo“. Ma perché mafiosi e faccendieri dovrebbero infiltrarsi nella massoneria, come varie volte è avvenuto nel passato? Forse per entrare in contatto con alti esponenti delle istituzioni? Dal finanza e della politica? “È vero – concedono – che qui si può conoscere tanta gente che non si sarebbe mai incontrata in altre occasioni ma la massoneria non prende decisioni, non parla di politica: veniamo visti detentori di un potere che non abbiamo e non amministriamo in alcun modo”. E il candidato di Forza Italia che ha fatto visita al piano superiore? “I singoli massoni, ovviamente, possono votare o fare votare per chi vogliono. Ma la massoneria non ha suoi candidati e non si occupa di politica. La politica divide l’umanità, la massoneria la unisce“. A questo giro pare che qualcuno voglia unire soprattutto voti per il candidato di Forza Italia.

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