Arriva il pugno duro della Federazione italiana pallacanestro su Aurora Brindisi e Valle d’Itria Basket Martina Franca, protagoniste della gara a perdere nella Final Four del campionato pugliese Eccellenza Under 18. La surreale partita avrebbe dovuto qualificare una delle squadre alla fase interzona in Toscana e l’altra nel gruppo della Campania.

Invece dopo il video che ha immortalato 2 minuti della finale nella quale si vedevano autocanestri e tiri liberi volontariamente sbagliati, il giudice sportivo ha deciso per entrambe la “perdita della gara per rinuncia a continuare una gara già iniziata” e il conseguente “ritiro dal campionato”, un’ammenda da 720 euro e la perdita del diritto sportivo “in qualità di finalista di Final Four”, lo “scioglimento del vincolo degli atleti” e l’inibizione per tre mesi dei dirigenti responsabili delle due società, Anna Bergamo e Marcello Schiavone. Il risultato della partita è stato omologato sullo 0-0 e gli atti – come aveva anticipato il presidente della Fip, Gianni Petrucci – sono stati trasmessi alla Procura federale per la “valutazione di eventuali violazioni regolamentari”. 

Il provvedimento del giudice sportivo racconta anche – basandosi sul referto degli arbitri – come siano andate le cose nel palasport di Martina Franca lo scorso giovedì. Nel corso dei primi due periodi, le squadre mantenevano “il possesso della palla per i 24 secondi con tiri non idonei a centrare il canestro e mancata predisposizione di adeguata azione di difesa”. All’inizio del terzo periodo, l’Aurora Brindisi attaccava “senza tentare il tiro a canestro” mentre il Martina tentava “sistematicamente” di commettere fallo e di effettuare autocanestro volontario. Inoltre, i giocatori dell’Aurora “facevano scadere i secondi utili per effettuare la rimessa e si limitavano a passarsi velocemente la palla” ed entrambe le squadre commettevano “sistematici errori su tiri liberi conseguenti a bonus”. Per gran parte del quarto periodo, “mancanza di azioni di gioco e conseguente mancata realizzazione di punti”.

Poi nel primo tempo supplementare, “mancata realizzazione di punti, con conseguente interruzione dell’incontro da parte degli arbitri per la reiterazione dei comportamenti antisportivi, sul punteggio di 33-33“, rilevato che “attraverso le condotte ed i fatti rappresentati nel rapporto di gara”, le squadre – scrive il giudice sportivo – “hanno manifestato la volontà di non proseguire la gara e devono pertanto essere considerate rinunciatarie“.

Tramite una nota diffusa venerdì sera, l’Aurora ha riconosciuto la gravità dell’accaduto ma ha criticato la formula del campionato che “a parere di molti risultava sbagliata dall’inizio, così come prontamente segnalato, nell’immediatezza e quindi in tempi non sospetti, anche dalla nostra società”.