I fondi strutturali Ue “dovrebbero servire a creare nuovi posti di lavoro, non a spostare posti di lavoro da un Paese all’altro. Abbiamo un paio di casi che ci sono stati segnalati, naturalmente li seguiamo”. Quanto alla richiesta italiana di poter derogare alle norme sugli aiuti di Stato per finanziare le reindustrializzazioni, “non ho alcuna valutazione per ora, perché non ho alcun dettaglio sulle idee dell’Italia, ma in generale siamo sempre aperti a discutere le idee che gli Stati membri mettono sul tavolo”. Dichiarazioni interlocutorie quelle della commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, che ha tenuto una conferenza stampa a Bruxelles dopo l’incontro di martedì con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda riguardo al caso della Embraco. Il gruppo controllato da Whirlpool ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri (Torino) per spostare la produzione in Slovacchia.

“Prima di tutto – ha spiegato la commissaria europea – per qualsiasi azienda può essere un’opportunità per fare affari quella di trasferirsi in un altro Stato membro. Possono avere le loro ragioni per farlo, non è assolutamente una cosa che ci riguardi”. Detto questo, però, le delocalizzazioni produttive all’interno dell’Ue “ci riguardano se la cosa coinvolge i denari dei contribuenti. Nel 2014, e ancora l’anno scorso, abbiamo reso più stringenti le regole per impedire che i soldi pubblici vengano utilizzati per spostare posti di lavoro da uno Stato membro ad un altro”.

“Questa è una questione fondamentale, cosa che si riflette nel fatto che abbiamo reso le regole più stringenti. Prima di conoscere l’esatto contenuto della questione, naturalmente non emettiamo alcun giudizio di sorta, ma vogliamo naturalmente che le nostre regole vengano rispettate”, ha proseguito la Vestager. Nessuna decisione, per ora, rispetto alle deroghe chieste da Calenda. Che martedì sera, intervistato da Bianca Berlinguer a #cartabianca su Rai3, ha attaccato: “Voglio spazio fiscale per fare tutto ciò che serve per reindustrializzare. Se ci sarà un’infrazione andremo serenamente in corte di giustizia europea, perché la situazione non è accettabile”. L’idea, come tale, “non ci è estranea”, ha concesso dal canto suo Vestager. “Fin dal 2007 c’è un fondo europeo creato per tentare di mitigare le conseguenze della globalizzazione, quando un’intera regione viene colpita dalla chiusura di un settore o dal trasferimento di produzioni fuori dall’Ue. Stanziamenti sono stati fatti esattamente per mitigare queste conseguenze”.

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