Dopo la tentata strage di Macerata, sono più che raddoppiate le iscrizioni all’anagrafe antifascista, lanciata dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona lo scorso dicembre. La città virtuale, che raccoglie oltre 18.200 abitanti da tutta Italia, è un corpo vivo. Reagisce alla cronaca nazionale. Che mercoledì sera ha registrato le parole di Matteo Salvini, proprio sul registro ideato nella cittadina toscana: “L’anagrafe antifascista di Sant’Anna di Stazzema? C’è quella canina“, ha detto il segretario della Lega a Firenze.

Così, tra sabato e lunedì, il sito creato apposta dal Comune di Stazzema ha registrato un vero e proprio boom di iscritti, che, con la loro adesione, ribadiscono di credere nei valori della democrazia, forse in risposta ai fatti di Macerata, dove sabato mattina un ex candidato della Lega, Luca Traini, ha sparato a vista contro gli immigrati, ferendone sei, e ha fatto il saluto fascista prima di essere arrestato. Nella sua abitazione, gli investigatori hanno trovato una bandiera celtica e una copia del Mein Kampf.

“In media abbiamo 300 iscrizioni al giorno, ma sabato e domenica ne abbiamo registrate 700 al giorno e lunedì 600”, spiega a ilfattoquotidiano.it Michele Morabito, responsabile dell’anagrafe e del Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema. Nel paesino di montagna, a 10 minuti d’auto da Pietrasanta, il 12 agosto 1944 le SS, guidate dai fascisti locali, uccisero 560 civili, tra cui molte donne e bambini. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva appena 20 giorni: la ricorda una targa all’ingresso del paese.

Oggi Sant’Anna è un museo a cielo aperto, che racconta di una storia non ancora affidata al passato. Una storia nera, indelebile, come il fumo delle case bruciate che, dall’alto, guardano le scolaresche che ogni giorno ravvivano il paese. Trascinate dai loro insegnanti a visitare il Museo della Resistenza, se ne vanno spesso in lacrime, dopo aver incontrato i superstiti, instancabili testimoni di quella mattina.

Non poteva che partire da qui, insomma, l’iniziativa di un’anagrafe antifascista. “Chi aderisce, accetta la Carta che abbiamo scritto e che non rappresenta una novità, è solo un richiamo ai valori già condivisi dalla nostra Costituzione”, spiega il sindaco Verona al telefono con ilfattoquotidiano.it.

La Toscana ha risposto in massa. Tra le province italiane da cui arrivano in assoluto maggiori adesioni, infatti, ci sono quelle di Firenze (circa 2000), Lucca (intorno a 1300) e poi Pisa, Livorno, Massa Carrara. “Ma abbiamo una bella adesione anche da Genova, Roma e Cagliari”, afferma Morabito.

I nomi sono soprattutto di semplici cittadini, ma non mancano alcune personalità, come il regista Leonardo Pieraccioni, il ct viareggino, campione del mondo, Marcello Lippi, gli scrittori Giampaolo Simi, Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli. E poi Gian Piero Alloisio, cantautore e autore per Guccini, il giornalista Andrea Scanzi, la sindacalista Susanna Camusso. C’è pure qualche politico, regionale o parlamentare. Ma sono tutti di sinistra.

“Sembra che ci sia quasi un non volersi esporre” commenta Morabito. “Da destra non ha aderito nessuno. Per Gianni Alemanno, anzi, era una stupidata. Per carità, non è obbligatorio aderire, ma mi piacerebbe capire come giustificano la loro decisione. Macerata è un fatto grave ma non nuovo, purtroppo. Fa male – conclude – che non ci sia un coro unanime di condanna da parte della politica”.