Il Gip di Roma Gaspare Sturzo non ci ripensa e ribadisce l’ordinanza di misura interdittiva nei confronti del maggiore del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso e depistaggio nell’inchiesta su Consip. L’ufficiale dei carabinieri è stato sospeso dal servizio per un anno. Il Gip aveva deciso un’analoga misura nei suoi confronti a dicembre, poi annullata per un vizio di procedura: il mancato interrogatorio dell’indagato, che poi si è svolto il 20 dicembre, dopo l’annullamento del provvedimento. In quel caso la sospensione riguardava anche il colonnello e vicecomandante del Noe, Alessandro Sessa, che però si è autosospeso dal servizio. Nei suoi confronti, quindi, il giudice non ha emesso una nuova ordinanza.

Secondo l’ipotesi accusatoria del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Mario Palazzi, Scafarto deve essere sospeso perché nel corso delle indagini avrebbe provato a cancellare prove utili agli inquirenti manipolando il cellulare di Sessa per eliminarle dal suo whatsapp. In chat venivano scambiate informazioni sull’inchiesta e il tutto sarebbe avvenuto quando Scafarto era già indagato e il suo telefonino era già stato sequestrato dagli inquirenti nel corso del primo interrogatorio.