Gentiloni con quell’affermazione è sceso nella mischia, ma se vuole farlo un presidente del Consiglio dovrebbe avere almeno la decenza di dimettersi. Una parte della politica italiana ha paura che gli facciamo saltare un po’ di soldi e di privilegi a cui erano abituati in questi anni”. Il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, dagli studi di Mattino Cinque risponde all’intervista fiume del premier al Foglio. In cui Paolo Gentiloni dice di non essere “affatto spaventato” dai pentastellati in quanto “penso che la possibilità che il Movimento arrivi al governo non ci sia, perché è una forza che se anche avesse risultati significativi non avrebbe i numeri per governare“. Abbastanza, secondo Di Maio – che ieri a Pescara ha presentato ufficialmente il programma elettorale del movimento e le candidature – per chiedergli di lasciare la carica che mantiene per il disbrigo degli affari correnti. “Proprio lui che per cinque anni ha girato l’Italia per sostenere ovunque M5s sfruttando ruolo il vice presidente della Camera eletto con i voti del Pd. Coerenza”, controreplica su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato.

“Non abbiamo i numeri? Pd è al 20%” – “Gentiloni dice che non abbiamo i numeri? Il suo partito è al 20%, allora è tagliato fuori“, ha ironizzato poi Di Maio. “Dicendo così, Gentiloni sta facendo un endorsement a Berlusconi“. Il quale a sua volta ha “addomesticato la Lega” quando aveva il 37,2% contro l’8% del Carroccio, ma oggi le loro percentuali sono “praticamente paritarie“. “O il 4 marzo o si dà il voto inutile al Pd o si dà ai 5 Stelle per cambiare l’Italia che è ostaggio di questa classe politica”, è la sua conclusione. “E’ chiaro che se non dovessimo avere i numeri per governare da soli io non mi sottraggo, la sera delle elezioni, a fare un appello a tutte le forze per vedere su quali dei nostri 20 punti illustrati a Pescara” possono convergere. Ma mettendo in chiaro che “non ci sono più poltrone da scambiare e giochi di potere da fare”.

Gentiloni: “Elettori non sono gonzi, noi non diciamo che aboliremo Iva sul prosciutto”  Secondo Gentiloni la verità è che “non si vota sull’Italia, si vota sull’Europa” ma “il centrodestra è diviso da una diversa visione del mondo, il M5s ha un’impostazione che è difficilmente compatibile con il governo di un grande paese occidentale”, per cui il partito di cui è segretario Matteo Renzi “si candida a essere il primo partito del prossimo governo”. “Le prossime elezioni non sono un passaggio come un altro, sono il più importante appuntamento della storia recente del nostro paese”, avverte. “Noi andremo alle elezioni non dicendo che aboliremo l’Iva sul prosciutto“, ha proseguito facendo riferimento alle tante promesse elettorali di queste settimane, “ma ricordando che tra le forze politiche in campo l’unica in grado di guidare questo paese che si sta riprendendo creando posti di lavoro e abbassando la pressione fiscale in modo graduale, e soprattutto continuando a fare le riforme radicali avviate da Matteo Renzi, siamo noi. E vedrete che gli elettori non sono dei gonzi come qualcuno potrebbe credere”. Quanto ai 5 Stelle, “la democrazia dei clic” è per il premier “una risposta più pericolosa della malattia che vogliono affrontare”.

Di Maio: “Orgoglioso del mio passato, chi prende in giro i giovani ci fa prendere voti” – “Mi prendono in giro dicendo ‘ha fatto lo stewart allo stadio San Paolo” o per aver tentato di dare vita “a una start-up innovativa nella comunicazione”, ma “io invece sono orgoglioso del mio passato”, simile a quello di “tanti giovani che provano a portare avanti la loro vita nonostante la politica e le difficoltà che ci ha creato”, ha attaccato Di Maio. “Più prendono in giro i giovani più faranno prendere voti al M5S”. Di Maio ricorda di essere “diventato vicepresidente della Camera a 26 anni. Prima di entrare in Parlamento venivo da un’area che ha numeri assurdi di disoccupazione giovanile. Ho sempre cercato di trovarmi un lavoro per portare avanti la mia vita”.