Dopo la delusione ai Golden Globes dove non ha concretizzato nessuna delle tre nomination, Chiamami col tuo nome (Call me by your name) di Luca Guadagnino ha ricevuto quattro nomination ai Bafta awards: miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista (Timothée Chalamet) e miglior sceneggiatura non originale (James Ivory). Timothée Chalamet è nominato anche come miglior stella emergente, unica categoria votata dal pubblico. I premi saranno assegnati il 18 febbraio alla Royal Albert Hall di Londra, mentre il film, filalmente, uscirà nelle sale italiane il 25 gennaio distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia. Il 23 invece l’Academy renderà pubbliche le short list per le nomination all’Oscar. Il Fattoquotidiano vi presenta una clip in esclusiva. 

Uscito negli Stati Uniti il 24 novembre in quattro sale con un incasso medio per sala da record, il film sta vivendo da protagonista la stagione dei premi. Nominato a tre Golden Globes e per sei volte agli Independent Spirit Awards, il film è stato premiato come miglior film ai Gotham Awards. I premi, assegnati a New York, hanno visto trionfare anche Timothée Chalamet come miglior attore emergente per il ruolo di Elio. Performance che è valsa a Chalamet anche il premio come miglior Attore ai New York Film Critics Circle Awards e il titolo di Scoperta dell’anno della National Board of Review che ha inserito il film tra i migliori dieci dell’anno.

Anche la Los Angeles Film Critics Association ha voluto celebrare il film con tre riconoscimenti tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista per Chalamet. Pedro Almodovar ha definito Chiamami col tuo nome il miglior film dell’anno in occasione dell’annuale sondaggio indetto dal sito Otros Cines Europa che include i pareri dei maggiori cineasti. Almodovar ha inoltre definito Timothée Chalamet “la più grande rivelazione dell’anno”. “Mi piace pensare che Chiamami col tuo nome chiuda una trilogia di film sul desiderio, con Io sono l’amore e A Bigger Splash – spiega il Guadagnino – mentre nei precedenti il desiderio spingeva al possesso, al rimpianto, al disprezzo, al bisogno di liberazione, in Chiamami col tuo nome abbiamo voluto esplorare l’idillio della giovinezza. Elio, Oliver e Marzia sono irretiti in quella splendida confusione che una volta Truman Capote ha descritto affermando: l’amore, non avendo una mappa, non conosce confini. Chiamami col tuo nome è anche il mio omaggio ai padri della mia vita: il mio vero padre e i miei padri cinematografici: Renoir, Rivette, Rohmer, Bertolucci”.