Il passo verso destra di Silvio Berlusconi con quel “mezzo milione di immigrati che devono delinquere per vivere” e il salto verso un linguaggio da Ku Klux Klan del leghista Attilio Fontana, pronto a rispolverare il concetto di “razza bianca”, trovano una spiegazione nelle analisi dei sondaggisti. Perché il tema dei migranti e il controllo dei flussi hanno un peso preciso nelle urne: con probabilità maggiore al 90 per cento, spiega Swg a Il Messaggero, quasi un italiano su tre potrebbe votare un partito che si batte per sul tema del “pensare prima agli italiani”.

I numeri urlati dal leader di Forza Italia dalla poltrona di Barbara D’Urso e il discorso del candidato governatore lombardo a Radio Padania sull’impossibilità di “accettare tutti gli immigrati che arrivano” hanno una spiegazione elettorale. E con Swg concordano anche altri istituti di analisi come Ipr e Tecné. Martellare sui migranti può permettere quindi la fidelizzazione del 25-30 per cento dei voti. Più in generale, “è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente”, spiega al quotidiano romano Enzo Risso, direttore di Swg. Ed è un “argomento trasversale” che fa presa soprattutto sulle “fasce medio-basse” della popolazione. Il 48 per cento degli italiani, secondo l’istituto demoscopico, ritiene infatti “molto importante” che sia nell’agenda politica.

“Il contrasto all’immigrazione piace moltissimo agli italiani – conferma Antonio Noto di Ipr – È una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani”. Noto si dice “certo” che sarà uno dei temi che “determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo”. Ecco come compare il “mezzo milione di immigrati delinquenti” di Berlusconi e l’invito alla “ribellione” di Fontana per “continuare a esistere”. Ma pure “l’aiutiamoli a casa loro” che Matteo Renzi ha mutuato da Matteo Salvini e il calo delle nascite “non risolvibile favorendo l’immigrazione” che Luigi Di Maio ha pronunciato a Ivrea la scorsa domenica.

Un terzo degli italiani, secondo Tecné, non avverte la ripresa e allo stesso tempo vede restringersi il perimetro della protezione sociale: “È evidente che questi segmenti di elettori, concentrati nelle periferie delle grandi città, non vedano di buon occhio il flusso migratorio verso l’Italia – sintetizza il direttore dell’istituto, Carlo Buttaroni – Le parole d’ordine anti-immigrati sono rivolte quasi esclusivamente a loro”.