Tempo di iscrizioni. Da stamattina, 9 gennaio, scatta il periodo per poter registrare sul portale dedicato (www.iscrizioni.istruzione.it) il proprio figlio alla futura scuola. Mandato definitivamente o quasi (alla scuola dell’infanzia ci si iscrive ancora alla vecchia maniera) in soffitta il modulo cartaceo anche quest’anno mamme e papà dovranno districarsi tra Spid, password e codici vari che dovrebbero rendere più veloce ed efficiente la procedura.

Dalle nove di oggi dunque le famiglie potranno registrarsi al portale. Dopo questo primo passaggio solo dalle ore otto del 16 gennaio sarà possibile effettuare la vera e propria iscrizione. Niente fretta, però. Nessuno dovrà precipitarsi al computer: il ministero ha deciso di fissare la scadenza delle operazioni necessarie alle ore 20 del 6 febbraio. Chi ha un’identità digitale Spid (sistema pubblico di identità digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Altrimenti si potrà fare la normale registrazione al portale e seguire passo dopo passo la propria procedura di iscrizione.

Gli unici a doversi recare ancora in segreteria saranno i genitori dei bambini che andranno alla scuola dell’infanzia. In questo caso la domanda rimane in formato cartaceo. Anche le regole non cambiano: si potranno iscrivere i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2018, ed hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2019. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla scuola dell’infanzia di coloro che compiono i tre anni di età dopo il 30 aprile 2019.

Per quanto riguarda la primaria i genitori possono iscrivere alla prima classe i bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre 2018 e quelli che faranno sei anni dopo il 31 dicembre 2018 e comunque entro il 30 aprile 2019. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambine e bambini che compiono i sei anni successivamente a quest’ultima data. I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione online, possono indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento.

Diversa la scelta per le “medie”: i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere di 30 oppure 36 ore, elevabili fino a 40 (tempo prolungato), in presenza di servizi e strutture idonee. Anche in questo caso oltre alla scuola che costituisce la prima scelta, è possibile indicare fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare invece l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione online.

Una novità riguarda le “superiori”: a partire dall’anno scolastico 2018/2019 è possibile scegliere anche uno dei cento percorsi sperimentali, attivati in altrettante classi prime di licei e istituti tecnici, per la conclusione del percorso di studi in quattro anni. Stiamo parlando di 44 scuole al Nord, 23 al Centro, 33 al Sud. Si tratta di 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici. Sono 73 le scuole statali coinvolte, 27 quelle paritarie. Per altre 92 classi il Ministero chiederà al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il parere per includerle nella sperimentazione. L’elenco completo delle cento scuole già ammesse è disponibile a questo link.

È utile ricordare anche la rivoluzione messa in atto per gli indirizzi professionali, riformati da uno dei decreti attuativi della legge 107 del 2015. Dal 2018/2019, i percorsi sono di cinque anni: biennio più triennio. Gli indirizzi passeranno da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane, pesca commerciale e produzioni ittiche, industria e artigianato per il made in Italy, manutenzione e assistenza tecnica, gestione delle acque e risanamento ambientale, servizi commerciali, enogastronomia e ospitalità alberghiera, servizi culturali e dello spettacolo, servizi per la sanità e l’assistenza sociale, arti ausiliarie delle professioni sanitarie, odontotecnico, arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.