“La commissione Bilancio di Montecitorio è stata trasformata in un suk“. Parola dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta, Alberto Giorgetti, Rocco Palese e Stefania Prestigiacomo, che già martedì pomeriggio avevano commentato così “l’elargizione puntuale di prebende al solo scopo di auspicare un qualche ritorno elettorale” andata in scena durante l’ultimo atto della Camera in questa legislatura: il passaggio finale della manovra, approvata in via definitiva venerdì con 270 sì, 172 no e 5 astensioni. Brunetta ne sa qualcosa: è suo l’emendamento alla legge di Bilancio che ha “ispirato” la modifica grazie alla quale Venezia e i comuni limitrofi otterranno 265 milioni di euro dal 2018 al 2024 “per la salvaguardia e la crescita del territorio”. Il politico veneziano è comunque in ottima compagnia, come ammesso dal presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia che parlando con il Corriere parla di “vero assalto alla diligenza”. Dopo la pioggia di mance elargite dal Senato, con gli stanziamenti per i carnevali e i soldi a pioggia da Merano a Palermo e dopo la mazzata sulle sigarette elettroniche a tutto vantaggio della lobby del tabacco, anche i deputati hanno fatto la loro parte. Farcendo di altri regali una finanziaria che in partenza dedicava due terzi delle coperture disponibili al disinnesco delle clausole di salvaguardia e gran parte delle risorse rimanenti al rinnovo del contratto degli statali.

Così, oltre all’ennesimo regalo ai concessionari autostradali e ai dirigenti delle agenzie fiscali, sono spuntati l’ennesima proroga delle concessioni degli ambulanti in deroga alla direttiva Bolkestein, gli aumenti di stipendio per i funzionari del ministero dell’Economia che scrivono le relazioni tecniche delle leggi, le detrazioni fiscali per gli stabilimenti termali, il taglio delle accise sulla birra, la garanzia di stabilizzazione per tutti i precari storici della pubblica amministrazione siciliana (pure se il loro ente è in dissesto) e per 18mila insegnanti non di ruolo. E ancora: 300mila euro per il sessantesimo anno dalla scomparsa di Luigi Sturzo e per il centenario della fondazione del Partito popolare italiano, 500mila euro per il Milan center for food law and policy, 30 milioni per “migliorare l’accoglienza turistica” a Matera, 16 milioni in tre anni per compensare gli italiani che hanno investito in Libia o Venezuela e hanno subito perdite, 272mila euro per un cimitero italiano in Libia, via libera all’assunzione di pompieri sessantenni. Eccetera. La lista degli ultimi cadeaux in vista delle elezioni è molto lunga.

Bolkestein rinviata ancora. Dal Pd. Ma esulta anche Forza Italia – “Abbiamo salvato migliaia di posti di lavoro e di microimprese, nonché gli investimenti dei commercianti”, ha esultato il deputato Pd Lorenzo Becattini dopo il via libera all’emendamento che rinvia al 31 dicembre 2020 la prima applicazione della direttiva europea Bolkestein, risalente al lontano 2006. Una norma che impone di mettere a gara una serie di servizi, tra cui il commercio su aree pubbliche. L’opposizione alla direttiva è tra i cavalli di battaglia dell’M5s, ma in commissione è stato il Partito democratico a intestarsi la scelta di consentire ai Comuni deroghe per “tutelare i commercianti che hanno i mercati ambulanti come unica o prevalente fonte di reddito per la famiglia”, con buona pace della concorrenza. Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, festeggia per la “tutela delle centinaia di migliaia di posti di lavoro collegati alle 200 mila concessioni in essere e la garanzia di un’applicazione integrale e corretta delle nuove norme”. L’esultanza peraltro è tripartisan: pure Forza Italia si intesta il rinvio come una propria “piccola vittoria, che consente di prendere tempo in vista del prossimo anno, quando torneremo al Governo del Paese ed escluderemo entrambi i comparti (ambulanti e balneari, ndr) dalla direttiva Bolkestein”.

Tax credit per gli stabilimenti termali – Sorridono anche i titolari di stabilimenti termali: è passato un emendamento che li include tra i beneficiari del tax credit per la riqualificazione alberghiera. “Un altro risultato importante per il nostro paese e per i nostri territori”, hanno esultato i firmatari, i deputati del Partito democratico Edoardo Fanucci, Gianluca Benamati e Vanessa Camani. “Gli stabilimenti termali potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 65%, fino a un massimo di 200mila euro, anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie”. E’ “un risultato che premia il costante impegno di Federterme nella concreta e legittima difesa degli interessi dell’industria termale del nostro Paese”, gonfia il petto Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme/Confindustria, che rende merito “alla piena condivisione e al sostegno del presidente della quinta commissione, nonché relatore del provvedimento”, Francesco Boccia.

Aumenti di stipendio per dipendenti del Tesoro con “obblighi di reperibilità” – Arriva uno stanziamento di 7 milioni di euro per aumentare lo stipendio ai funzionari e dirigenti del Tesoro “impegnati nel supporto dell’attività governativa e parlamentare”. In particolare quelli che si occupano di verificare “la conformità economico finanziaria dei provvedimenti normativi e delle relative relazioni tecniche”. Sarà un decreto di via XX Settembre a indicare i criteri di attribuzione dell’indennità o della parte variabile della retribuzione, concesse “in ragione degli obblighi di reperibilità e disponibilità ad orari disagevoli“.

Arrivano i pompieri sessantenni – Considerate le condizioni di lavoro, buon senso vuole che i pompieri debbano essere all’apice della forma fisica. Eppure un emendamento Pd consente una “deroga eccezionale” al limite di età previsto dalle disposizioni per l’assunzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. “Un limite di età che era già in precedenza derogato a 37 anni a fronte dei 30 normalmente previsti per l’assunzione nei Vigili del Fuoco”, fa notare il sindacato Conapo. “Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, potranno essere assunti pompieri fino a 60 anni non compiuti purché abbiano un curriculum di almeno 400 giorni di lavoro a tempo determinato (200 inspiegabilmente per il sesso femminile) di cui solo 28 giorni negli ultimi 4 anni. E tutto questo in un Corpo già vecchio, nel quale già oggi i pompieri, a causa dei vari tagli alle assunzioni, hanno un età media di 48 anni, considerata molto pericolosa per l’efficacia e la prestanza che si richiede a chi deve salvare la vita agli italiani, ma ancor prima la propria e quella dei suoi colleghi”. Conclusione: “Sembra una marchetta elettorale per prendere anche i voti dei nonni ma affossa l’operatività del Corpo”.

Stabilizzati tutti i precari della pa siciliana – Dopo la proroga dei contratti degli ex Lavoratori socialmente utili di Palermo, approvata al Senato, anche la Camera ha avuto un occhio di riguardo per il bacino elettorale siciliano. “L’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera – ha vantato la deputata del Pd Maria Iacono, prima firmataria – dà la possibilità a tutti gli enti territoriali della Regione Siciliana, ivi compresi gli enti che hanno dichiarato il dissesto finanziario, di attivare le procedure di stabilizzazione previste dal decreto legislativo Madia dal 2018 e di disporre legittimamente la proroga dei rapporti a tempo determinato per tutti i lavoratori precari”. Stabilizzati pure i docenti precari dei conservatori di tutta Italia. E i loro studenti si vedono rinnovare anche per il 2018 il contributo (fino al 65% del prezzo) per l’acquisto di uno strumento. La dote stanziata scende però da 15 a 10 milioni di euro.

Salvi i poligrafici di Guido Veneziani. Che doveva salvare l’Unità – Salvi anche i 100 lavoratori della Roto Alba, la stamperia piemontese fallita nel 2015 e il cui proprietario, l’editore Guido Veneziani che Matteo Renzi aveva scelto per salvare l’Unità in tandem con la Eyu srl del Partito democratico, è stato successivamente indagato per bancarotta fraudolenta. La misura consente il prepensionamento dei poligrafici in cassa integrazione straordinaria dal 2015 e successivamente in mobilità, a patto che non abbiano ripreso a lavorare stabilmente.

Pensioni l’1 del mese e novità sulle detrazioni per i figli a carico – Le pensioni saranno sempre pagate il primo del mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile. Viene così scongiurata l’entrata in vigore di una riforma – rinviata dal 2016 – che avrebbe fatto slittare i pagamenti al secondo giorno del mese o addirittura ai giorni successivi in caso di festivi o non bancabili. Passa poi da 2.840 euro a 4mila euro il reddito che gli under 24 possono percepire rimanendo fiscalmente a carico dei genitori, senza dunque perdere le detrazioni. In compenso, nonostante la spinta di Ap il bonus bebé è stato confermato solo per il primo anno di vita del bambino e solo per i nati nel 2018. La commissione Bilancio della Camera ha eliminato anche gli stanziamenti previsti per il 2020, cancellando la stabilizzazione dell’intervento. Via il tetto massimo di 480 euro l’anno, ma resta il budget totale stanziato per il 2018, 185 milioni di euro.

Casse di previdenza private esentate dalla spending review – Per le casse di previdenza private arriva l’esenzione dalla spending review. Dal 2020 non verranno applicate loro “le norme di contenimento delle spese previste per gli altri soggetti inclusi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato” dell’Istat. Stop quindi alla spending review e all’obbligo di versare i risparmi all’erario. C’è poi la protezione dal rischio bail in, che già era stata estesa ai fondi pensione complementari e ora scatta anche per le casse. Sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari depositati nelle loro casse “non sono ammesse azioni dei creditori del depositario, del sub-depositario, o nell’interesse degli stessi”.

Le mille mance: dal cimitero libico al Delta del Po – Infine, l’usuale florilegio di mance per singoli eventi o aree territoriali, alla faccia della riforma della programmazione di bilancio che vieta norme “di natura localistica, micro-settoriale e ordinamentale. Vedi gli emendamenti ribattezzati “salva Napoli” che permettono ai Comuni in difficoltà finanziaria di riscrivere i propri piani di riequilibrio spalmandoli su 20 anni invece che 10. O il fondo da 2 milioni di euro per il 2018 e 4 milioni l’anno dal 2019 al 2024 per la “manutenzione straordinaria e l’adeguamento delle opere pubbliche per proteggere i territori del Delta del Po e le acque dei territori nelle province di Ferrara e Rovigo”, i 3 milioni in più fino al 2027 per la stabilizzazione della Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute, il milione l’anno fino al 2024 per il centro di arte contemporanea Maxxi L’Aquila. Dulcis in fundo, i 272mila euro dal 2019 per ristrutturare e garantire la manutenzione del cimitero italiano di Hammangi, in Libia.