La riforma fiscale di Trump che abbassa di 14 punti (dal 35 al 21%) l’imposta sulle società (la cosiddetta corporate tax), taglia quelle di successione e riduce la pressione al ceto sociale più ricco avrebbe come scopo di aumentare il Pil di almeno quattro punti, stando alle previsioni degli autori.

Nell’attesa di vedere quanta ricchezza effettivamente si distribuirà, abbiamo intanto una sola certezza: i ricchi si spartiranno da subito alcuni miliardi di dollari. Anzi se li spartiranno secondo la regola proporzionale del più ricco: chi ha di più avrà ancora di più. Del resto il presidente Trump declina la propria teoria del mondo secondo la memorabile frase del nostro Marchese del Grillo: “Io so io e voi non siete un cazzo!”

E così chi vive del proprio stipendio, la cosiddetta middle class, naturalmente dovrà accontentarsi di molto, ma molto meno. Ai meno abbienti e ai poverissimi, zero spaccato. Dovranno attendere ancora un giro, o forse due, oppure arrendersi al destino cinico e baro. Se le previsioni risulteranno, come già sembra, un numero da magia, avranno comunque la possibilità di tentare la carta della fortuna. Alle slot machine c’è la fila.

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