I “nuovi” regali di Natale contro la recidiva e a sostegno dell’inclusione di detenuti ed ex carcerati nella società. Bottiglie di vino, barattoli di marmellata, differenti tipi di panettoni, borse, cashmere, corone dell’avvento, cioccolata, grembiuli gourmet ma anche calendari e cartoline colorate, oltre a fiori e piante e molto altro ancora. Tante produzioni, alcune realizzate anche a mano e in maniera artigianale, che raccontano “storie di  vite a volte inimmaginabili, ma reali e pronte al cambiamento e al riscatto sociale”. Si tratta del progetto “Happy Good Xmas” organizzato e promosso dal Consorzio Vialedeimille di Milano che vede coinvolti direttamente circa duecento persone tra detenuti, ex carcerati e volontari incensurati. “L’obiettivo del Consorzio – spiegano i cooperatori sociali – è quello di promuovere percorsi concreti di reinserimento sociale delle persone private della libertà e prevenire la recidiva con il lavoro: tutto questo lo si ottiene anche acquistando i regali di Natale realizzati da persone detenute”.

“Quest’anno – dicono i promotori del progetto – i regali natalizi si possono acquistare presso Viale Dei Mille 1, angolo piazzale Dateo, nella sede della nostra organizzazione senza scopo di lucro che riunisce cinque cooperative sociali”. Le coop lavorano nelle carceri lombarde di San Vittore, Milano-Opera, Bollate e Monza. L’iniziativa di inserimento professionale di persone detenute o uscite dalle case circondariali è nata “da un’intuizione del Comune di Milano-Assessorato alle politiche del Lavoro. Le cooperative sociali che appartengono al Consorzio (In_Opera, Zerografica, Coop soc. il Gabbiano, Coop soc. Alice, Bee4 Altre Menti, Coop soc. e.s.t.i.a. e Opera in fiore) – spiegano gli organizzatori – impiegano circa 120 detenuti (90 uomini e 30 donne)”. “Il lavoro mi ha salvato. Ho fatto 23 anni di carcere. Ma ora ho un lavoro e non penso più a delinquere. Semplice no? Senza lavoro sei un disperato”. Queste sono le parole di Carlo, classe ’54, milanese doc, che lavora al Consorzio Vialedeimille con regolare contratto e ogni giorno racconta l’inusuale filiera dei prodotti in vendita con una tale passione che molti clienti ritornano anche solo per salutarlo. Con lui lavora anche Sebastiano, che ogni mattina esce dal carcere di Milano-Opera e viene nel negozio gestito dal Consorzio a lavorare nel nuovo reparto panetteria grazie all’art. 21 (l’art. 21 non è una vera misura alternativa alla detenzione ma un beneficio, concesso dal direttore dell’Istituto di pena, che consiste nella possibilità di uscire dal carcere per svolgere un’attività lavorativa). “L’altro giorno una cliente mentre comperava il pane mi ha detto che suo figlio adolescente sta prendendo una brutta piega. Frequenta sbruffoni e mezzi delinquenti. Le ho detto di portarlo qui, che gli avrei raccontato che cos’è il carcere e chi sono i veri eroi!”. La signora poi è tornata. E suo figlio sembra aver capito, racconta Sebastiano.

Rispetto agli altri anni, le novità del Natale 2017 sono stati “i mercoledì al Consorzio con il panettone per tutti”. Nei due mercoledì pomeriggio precedenti il 25 dicembre è stata offerta una fetta di panettone alla cittadinanza, invitando anche anziani del quartiere, disabili, persone svantaggiate e tutti gli amici. “Il senso dell’iniziativa – raccontano i promotori – è stato quello dell’amicizia esprimendo gratitudine alla città che accoglie il lavoro delle persone detenute e il loro impegno verso il cambiamento”, frutto di un “percorso interiore difficilissimo”, agevolato anche da questi progetti solidali. “I nostri panettoni sono buoni e fanno bene – affermano alcuni cooperatori sociali –  Buoni perché realizzati con impegno e passione da persone detenute che con il lavoro si stanno guadagnando una vita migliore e un futuro più degno. Fanno bene perché rimettono in moto l’economia carceraria, creando percorsi virtuosi inaspettati  ma sostenibili, con nuovo lavoro che previene la delinquenza e la recidiva. Un gesto di responsabilità sociale per aziende e privati, semplice ma di  grande impatto”.

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