Finita ogni speranza per vitalizi e Ius soli. La capigruppo di Palazzo Madama si è riunita e ha stabilito che il ddl per il taglio delle indennità non sarà mai discusso, mentre la riforma della cittadinanza andrà in Aula dopo la manovra. Che significa che i partiti non sono riusciti a trovare, in particolare sull’ultimo punto, nessun accordo e quindi il governo non conta di poter avere una maggioranza. Il timore, fondato, è che si debba mettere la fiducia sul testo e addirittura si arrivi a sfiduciare il premier Gentiloni. Eventualità che non possono, dicono, affrontare prima di aver votato la legge di BIlancio.

“Abbiamo chiesto e ottenuto di calendarizzare lo ius soli dopo la manovra”, ha spiegato il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda al termine della conferenza dei capigruppo. “C’è una ragione per questa richiesta: lo ius soli per essere approvato ha bisogno di un voto di fiducia. Io mi auguro che il governo voglia mettere la fiducia ma dubitando fortemente che ci sia una maggioranza si deve esaminare dopo la legge di bilancio. L’Italia non può rischiare l’esercizio provvisorio, è un rischio che non possiamo correre”. Quanto ai vitalizi invece, i rappresentanti del M5S e della Lega avevano chiesto di esaminare subito il testo “in attesa dell’arrivo della legge di bilancio”. Ipotesi che è stata bocciata dalla maggioranza.

In compenso l’aula riprenderà con i ddl sulla protezione dei testimoni di giustizia, gli orfani dei crimini domestici, la legge di bilancio (che deve ancora essere licenziata dalla Camera. Successivamente, si esaminerà i ddl sulla cittadinanza e sulla prevenzione dello jihadismo. I lavori si terranno nel corso di sedute uniche, con inizio alle 9,30.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni, Grasso: “L’obiettivo è recuperare chi non ha votato o ha scelto Cinque Stelle per rabbia”

prev
Articolo Successivo

Sicilia, il Pd elegge il capogruppo ma 5 deputati non partecipano al voto: “Patto tra traditori e traditi”

next