In questi giorni sono tempestato di telefonate di giornalisti (e non solo) che mi chiedono cosa stia succedendo al Consiglio di Stato. Ho scritto spesso sul tema e, mi piace ricordarlo, il concorso per consigliere di Stato vinto dal consigliere Bellomo è quello del 2006, che ha visto vincitore un altro protagonista delle cronache: Roberto Giovagnoli (che non aveva nemmeno i titoli per partecipare al concorso che vinse). Del caso Giovagnoli ho scritto più volte ed ho rilasciato interviste a Report ed a L’Espresso, quindi non aggiungo altro (se non che il dottor Giovagnoli ha fatto causa a Report per diffamazione e danno di immagine, risultandone giustamente sconfitto).

Ma veniamo al caso Bellomo.

Questo il “mio” riassunto. C’è un tipo un po’ bizzarro che sostiene di essere una specie di genio con un quoziente intellettivo pari al doppio dei normali esseri umani e viene autorizzato dall’organo di autogoverno dei giudici amministrativi, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (da 10 anni almeno!) a fare corsi di formazione privati. Viene fuori che riesce a tirare su un bilancio di oltre 600.000 euro e a spingere le borsiste piacenti a girare in minigonna durante il suo corso, pena il pagamento di 100.000 euro di penale. Un po’ genio, mi viene da pensare, forse lo è… piuttosto io farei una perizia psichiatrica di massa alle aspiranti magistrate che hanno firmato simili contratti.

Detto questo, che alcuni magistrati facciano corsi di formazione facendo guadagnare centinaia di migliaia di euro a società private (intestate in alcuni casi addirittura alla moglie!) non è una novità. Lo scandalo è che l’organo di autogoverno dei giudici amministrativi lo autorizzi. Che poi i giudici che tengono i corsi approfittino della loro posizione per cercare di sedurre le allieve più o meno belle, poi, è questione che è giunta alle mie orecchie più volte, ma, di sicuro, riguardava altri colleghi e non il consigliere Bellomo.

Perché il CPGA non approfondisce il tema a 360 gradi e continua ad autorizzare tali incarichi da decenni?

Piuttosto ricordiamoci che i giudici amministrativi sono stati già colti in più occasioni in turpi storie di pedofilia (prostituzione minorile per l’esattezza) ma di scandali se ne sono sentiti ben pochi. Perché? Nessuno ha gridato a così alta voce per la destituzione dei protagonisti della vicenda delle “baby squillo dei Parioli” o per chi ha preteso escort minorenni per aggiustare sentenze. La legge non è uguale per tutti? E, mi ripeto, perché non si fanno accertamenti seri sugli altri corsi tenuti dai consiglieri di Stato?

Perché l’organo di autogoverno delle toghe amministrative non ha sanzionato i colleghi con la toga che hanno giurato fedeltà alla Repubblica, ma poi si sono rivelati massoni in sonno e invece li ha promossi come presidenti del Tar Calabria e del Tar Sicilia, cioè le regioni più infiltrate dalla masso-mafia? E soprattutto, perché il Consiglio di Stato, il CPGA e la presidenza del Consiglio dei ministri hanno difeso, da 10 anni, l’indifendibile concorso del 2006 vinto dai dottor Giovagnoli e Bellomo, che hanno portato più scandali di chiunque altro dentro Palazzo Spada?

La presidenza del Consiglio dei Ministri ed il CPGA sono state interessate più volte al tema del concorso 2006, ma non hanno mai voluto provvedere in autotutela ad annullare il concorso dello scandalo, da anni. E allora, tenetevi stretti il genio di Bellomo e, ormai quasi ai vertici della giustizia amministrativa, un magistrato che non aveva nemmeno i titoli per partecipare al concorso, ma almeno… non stupitevi se poi finite sui giornali!