Quattro ministri e il Garante degli scioperi contro Ryanair. Il giorno dopo le minacce rivolte dalla compagnia aerea irlandese ai piloti italiani che intendono scioperare il 15 dicembre arriva la risposta delle istituzioni. “Indegno. Non è nel mio ambito di possibilità, ma si dovrebbe intervenire”, il commento del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che specifica: “Non si possono prendere i vantaggi del mercato globale e non rispettare le regole, questo è l’aspetto della globalizzazione più sbagliato che mette a rischio tutto”.

Ancor più duro Giuliano Poletti: “E’ una cosa gravissima, perché non si può intervenire con questa modalità e credo che tutte le autorità competenti debbano fare la loro parte – il ragionamento del ministro del Lavoro – a noi compete il controllo della corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro. Per questa parte ce ne occuperemo noi”. Il diritto di sciopero “è garantito dalla legge, quindi se c’è qualcuno che infrange la legge in Italia c’è la magistratura che ha il compito di garantire la piena applicazione della legge”.

“Il diritto di sciopero è una conquista delle società democratiche. Minacciare i lavoratori è una pratica intollerabile. Non può esserci sviluppo senza la libertà dei lavoratori. La nostra Costituzione vale anche per #ryanair“, scrive su Twitter il ministro della Giustizia Andrea Orlando, mentre secondo il titolare dei Trasporti Graziano Delrio quella di Ryanair “è una inaccettabile minaccia i lavoratori per un sacrosanto diritto di scioperare e costituzionalmente garantito”.

“La dichiarazione dei vertici di Ryanair appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale – si legge in una nota del presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli – voglio rammentare, infine che la legge 146 (sugli scioperi, ndr) censura quei comportamenti aziendali che possano determinare l’insorgenza o l’aggravamento del conflitto”.

Sul piede di guerra anche i sindacati. “Essendo il ministro, forse avrà l’autorevolezza di parlare col ministro del Lavoro, dei Trasporti e con il presidente del Consiglio”, afferma Susanna Camusso. Quella della compagnia “è una forma d’intimidazione e ricatto, intollerabile soprattutto sul piano democratico”, ha aggiunto il segretario generale della Cgil invitando il governo a intervenire “per difendere le leggi del nostro Paese, dovrebbe farlo ancora di più perché Ryanair riceve numerosi finanziamenti pubblici“.

“La lettera inviata ieri conferma ancora una volta con quale arroganza e spregiudicatezza la compagnia irlandese continua ad operare nei confronti dei propri lavoratori – attacca Emiliano Fiorentino, segretario nazionale della Fit-Cislconfermiamo le quattro ore di sciopero previste per venerdì 15 dicembre su tutto il territorio nazionale”.

“L’ atteggiamento senza rispetto di Ryanair verso i lavoratori, gli utenti, i sindacati e le istituzioni italiani ha superato ogni misura“, afferma il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, commentando le minacce ritorsive della dirigenza della compagnia nei confronti dei dipendenti. “E’ più che evidente la necessità di un intervento diretto dei ministeri di riconvocazione immediata del tavolo Ryanair, per trovare soluzioni serie e condivise in tempi rapidissimi”.

La mobilitazione annunciata assume dimensione europea: i piloti tedeschi di Ryanair sciopereranno entro la fine dell’anno, ha fatto sapere Ilja Schulz, presidente del sindacato tedesco Cockpit, senza tuttavia rendere note le date. L’indicazione è che, rispetto all’annuncio dato, non dovrebbe passare molto tempo. La comunicazione sarà fornita in tempo, ha aggiunto inoltre, per far sì che le famiglie “non debbano restare all’aeroporto con le valigie in mano”. Si eviteranno inoltre le date delle festività, fra il 23 e il 26 dicembre.