Approvati i primi articoli, bocciati in serie gli emendamenti: uno dopo l’altro, perfino superando le insidie dei voti segreti. Ci sono voluti anni di polemiche e promesse, ma alla fine anche l’Italia si prepara ad avere una legge che autorizza il Biotestamento. La seduta-fiume di Palazzo Madama è continuata per tutto il giorno in un  clima surreale: il tema che più ha diviso il Paese negli ultimi anni, dalle morti di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby fino a dj Fabo, è stato affrontato da una maggioranza compatta e, sembra almeno per ora inscalfibile, composta da Pd e Movimento 5 stelle. Dall’altra parte è andata in scena l’ultima resistenza dei soliti volti noti del centrodestra che sono intervenuti il più possibile e con i soliti ritornelli. Carlo Giovanardi è riuscito a dire l’enormità di giornata (guarda il video): “Eluana non era gravemente malata, non soffriva affatto, anzi dal punto di vista fisico stava bene, poteva vivere una vita vegetale, ma non aveva nessun tipo di dolore”. E ha rievocato un clima da anni ’30, ovvero addirittura il nazismo. Maurizio Sacconi invece ha detto che, così, “rischiamo altri casi Charlie Gard” e pure che “stavamo meglio quando stavamo peggio, ovvero quando c’era il Pci”. Infine la Lega Nord ha rivendicato di essere l’unico baluardo contro “un partito radicale di massa”. Per non parlare di Maurizio Gasparri che ha definito il testo “una mostruosità piena di contraddizioni”.

Parlano i soliti, con discorsi che tante volte negli anni ci hanno abituato ad ascoltare nelle aule del Parlamento. Ma è cambiato il clima politico. Complice la compattezza del Pd con il Movimento 5 stelle, il provvedimento non ha particolari ostacoli davanti. Tutto pur di non dover cedere sullo Ius soli, dicono nei corridoi parlamentari da giorni. “Permettetemi di ringraziare il Parlamento”, ha detto la senatrice a vita Elena Cattaneo, “perché oggi si sta facendo un pezzo della storia dell’Italia”. In favore si sono espressi ad esempio anche i cattolici del Pd che si sono detti soddisfatti del fatto che la legge non porti a un accanimento sul paziente. E hanno così rievocato quelle parole così pesanti e importanti di Papa Francesco, che solo pochi giorni fa si è schierato contro la

Il testo viene discusso mentre in contemporanea in tribunale a Milano si svolge il processo al radicale Cappato per aver accompagnato in Svizzera dj Fabo per il suicidio assistito. Il provvedimento che dovrebbe diventare legge il 14 dicembre alle 12 però non prevede in alcun modo l’eutanasia, ma introduce la possibilità da parte di tutti i cittadini di lasciare disposizioni per chiedere l’interruzione delle cure. Gli emendamenti al ddl sono tutti di alfaniani e centrodestra. Bocciata la richiesta di modifica su idratazione e nutrizione, uno dei nodi cruciali su cui si è molto discusso nei mesi scorsi. Una delle poche modifiche passata è quella sul consenso informato (approvato come ordine del giorno) per cui si è deciso che non deve essere dato in forma documentale se si tratta di “prestazioni sanitarie implicanti rischi minimi”. In giornata l’Aula del Senato ha concluso l’esame dei 3005 emendamenti presentati al disegno di legge sul biotestamento e superato la prova del voto segreto, circa una quindicina, indenne. Molte proposte di modifica sono state “cangurate”, cioè ridotte di numero, ma tutte, inesorabilmente, sono state respinte. La seduta si è chiusa così prima del previsto. Convocata fino alle 22 termina alle 20. Domani alle 9.30 prenderanno il via le dichiarazioni di voto e poi ci sarà il voto finale del provvedimento.

Restano le perplessità dell’ala cattolica. Se i senatori dem hanno rivendicato il loro appoggio, dall’altra arrivano segnali di dubbi e freddezze. Solo ieri sul tema si era espresso anche il Consiglio nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), evidenziando in una nota “grave preoccupazione su alcune parti del provvedimento”. Secondo l’Amci, “nel ddl, a motivo dell’autodeterminazione del paziente, si vuole che sia inderogabile il vincolo per il medico alla volontà del malato, da attuare anche per via giudiziaria”. I medici cattolici chiedono, allora, che “nella legge sia contemplata in modo esplicito la facoltà di obiezione di coscienza da parte del medico e degli operatori sanitari e inoltre non sia prevista l’obbligatorietà all’attuazione della legge da parte di strutture sanitarie che siano dotate di un Codice Etico difforme dalle norme applicative del provvedimento”. “Grave, ancora – prosegue la nota -, è la previsione nel testo di includere l’idratazione e la nutrizione artificiali tra i trattamenti che possono essere rifiutati o sospesi in qualunque momento”. A giudizio dell’Amci questi sono sempre dovuti ad ogni persona. Infine, i medici cattolici, “respingono ogni possibile azione eutanasica, comunque mascherata, al pari di qualsiasi forma di accanimento terapeutico e di abbandono di cura del paziente. Rivolgono, pertanto, un accorato appello alla classe politica, affinché lo Stato democratico, laico e aconfessionale, nella sua legislazione tuteli e promuova sempre il bene della salute e il rispetto della vita umana”.