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Guadagni illegali, la Guardia di Finanza: “I redditi accumulati da reati devono essere tassati”

Al tema della fiscalità della ricchezza illecita è stato dedicato uno specifico capitolo del “Manuale operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali”, diramato ai reparti il 4 dicembre, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018. Il primo caso a Gela, in provincia di Caltanissetta: a due spacciatori con reddito zero è stato contestato di ottenuto proventi per oltre 50mila euro
Guadagni illegali, la Guardia di Finanza: “I redditi accumulati da reati devono essere tassati”
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I guadagni illegali possono essere tassati. E a Gela, in provincia di Caltanissetta, la Guardia di Finanza ha cominciato a farlo. A due spacciatori di droga, che avevano dichiarato un reddito pari a zero, è stato contestato di aver in realtà ottenuto proventi per oltre 50mila euro per l’anno d’imposta 2015. Comincia, dunque, in Sicilia l’applicazione dei nuovi principi-base delle Fiamme Gialle. I proventi illeciti, infatti, “qualora non sequestraticonfiscati“, costituiscono, “per il soggetto che li ha conseguiti, reddito imponibile, facendo sorgere a suo carico i connessi obblighi contabili e obblighi dichiarativi”.

Al tema della fiscalità della ricchezza illecita è stato dedicato uno specifico capitolo del “Manuale operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali”, diramato ai reparti il 4 dicembre, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018. Sul piano generale, con le istruzioni contenute nel nuovo Manuale, la Guardia di Finanza ha inteso “rafforzare la propria proiezione investigativa, valorizzando appieno il ricorso alla combinazione fra tecniche d’indagine di polizia economico-finanziaria e metodologie investigative proprie delle attività di polizia giudiziaria e favorendo la circolazione delle evidenze probatorie dalle ispezioni fiscali alle investigazioni negli altri segmenti della missione istituzionale del Corpo e viceversa”.

Dall’esame della normativa emerge che l’unica deroga all’imponibilità dei proventi di fonte illecita è rappresentata dall’ipotesi in cui il contribuente ne sia stato spossessato a seguito di un provvedimento di sequestro o confisca, “sempreché l’esecuzione della misura ablatoria sia intervenuta nello stesso periodo d’imposta in cui è maturato il possesso delle somme”.

L’aggressione, anche sul piano fiscale, dell’impresa criminale, per la Guardia di Finanza costituisce “un obiettivo di carattere strategico proprio in ragione della sua prioritaria funzione di polizia economico-finanziaria, oltre che di polizia giudiziaria a competenza generale”. Il Corpo, “muovendo da un patrimonio di competenze e capacità maturate sia nelle investigazioni di polizia economico-finanziaria sia nelle indagini di matrice penale, rappresenta, pertanto, un imprescindibile presidio contro l’accumulo di ricchezze di origine illecita e la diffusione di manifestazioni di doppia economia. In tale ambito, nel nuovo Manuale sono state fornite ai Reparti puntuali indicazioni operative”.

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