Calcinacci e tanta polvere. Questa mattina una parte dell’intonaco del soffitto settecentesco della Reggia di Caserta è crollata. Il distacco di una porzione del tetto si è verificato in una sala degli appartamenti storici della Reggia, la sala delle dame. L’intonaco si è staccato in un vano finestra nella parte della stanza che si affaccia sulla grande piazza all’ingresso della Reggia. La stanza è attigua a quella del “bagno della regina“. Al momento del distacco non erano presenti visitatori, ma il percorso di visita della Reggia è stato modificato. Ora bisognerà capire l’origine e le cause del crollo, oltre che stabilire l’entità del danno.

Da domani saranno compiute analisi più approfondite, consultando il software della stabilità degli aggetti lapidei dotato di sensori che rilevano eventuali micromovimenti, e installato dopo il recente restauro della facciata, per verificare se c’è stata qualche vibrazione in coincidenza del crollo. “Ma fin d’ora si può supporre che si tratti dell’esito di un rifacimento integrale compiuto dopo un terremoto negli anni ’30 che non ha ben aderito al supporto, e degli interventi di rafforzamento eseguiti nel 1985, quando ancora si realizzavano iniezioni di cemento che nel tempo si sono rivelate talvolta incompatibili con la calce”, dice il direttore del museo Mauro Felicori.  “Purtroppo tali problematiche – aggiunge – che non hanno comunque alcun rilievo strutturale, non sono visibili dall’esterno, tant’è che non si erano registrati segnali di distacco nei mesi scorsi quando per la prima volta sono state redatte le schede di rilievo dello stato di conservazione delle finiture interne delle sale dell’appartamento storico. La prossima settimana affideremo il lavoro di ripristino».

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Lando Fiorini, la camera ardente in Campidoglio. Il figlio Francesco: “Persona schietta e umile. Amava Roma”

prev
Articolo Successivo

Milano, calci e insulti tra antagonisti e Forza Nuova: tensione alla Stadera

next