Il gip di Roma ha archiviato la querela di alcuni giornalisti contro il candidato premier M5s Luigi Di Maio sulla base dell’insindacabilità delle opinioni espresse di un parlamentare (articolo 68 della Costituzione). A riferire la notizia è stata Elena Polidori sul Quotidiano Nazionale e la vicenda risale al febbraio scorso, quando il grillino aveva presentato all’allora presidente dell’Odg Enzo Iacopino la lista dei giornalisti che, secondo i 5 stelle, li “stavano diffamando per “aver scritto “in modo scorretto e doloso” dell’ inchiesta sulle polizze vita di Salvatore Romeo intestate alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. L’accusa dei querelanti, tra cui la stessa Polidori, a Di Maio è di non aver, “in sei mesi dall’atto di archiviazione”, rinunciato all’immunità parlamentare come già più volte annunciato.

Il vicepresidente della Camera, tramite l’ufficio di comunicazione M5s, ha risposto in serata dicendo che non era “a conoscenza dell’atto processuale”. “Luigi Di Maio”, si legge nella nota, “non ha mai avuto alcuna conoscenza di un atto processuale relativo alla querela della giornalista Elena Polidori e quindi non hai ma potuto invocare l’immunità parlamentare né rinunciare alla sua applicazione. Il giudice ha evidentemente ritenuto applicabile il diritto di critica, riconosciuto a tutti i cittadini. Infine, è possibile che nel provvedimento di archiviazione venga scritto dal giudice che, stante le sue prerogative da parlamentare, le espressioni utilizzate da Luigi Di Maio rientrino nel legittimo esercizio del diritto di critica e dunque che non si dia luogo a procedere”. Polidori ha contro replicato su Facebook dicendo che il grillino aveva invece già nominato un avvocato difensore e quindi doveva essere a conoscenza del procedimento.

Polemizza il Pd: “Ancora una volta ci troviamo di fronte alla doppia morale del Movimento 5 stelle”, ha dichiarato la renzianissima Alessia Morani. “Se da un lato invocano lo stop all’immunità parlamentare, dall’altro non vi rinunciano quando chiamati in causa. Sono lontani i tempi in cui Di Maio affermava che il Movimento 5 stelle non avrebbe mai usato l’immunità. Come al solito gli esponenti pentastellati applicano il rigore solo per gli altri, ma si autoassolvono, sempre”.