Renzusconi? Temo non sia soltanto il titolo del mio libro, ma il nostro futuro politico, come in un perenne inciucio. Uno scenario terrificante”. A margine della presentazione del suo nuovo libro, Renzusconi (edito da Paper First), al Teatro Sala Umberto a Roma, è il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi a sottolineare come, dopo il voto delle prossime Politiche, un nuovo patto tra il leader Pd e quello di Forza Italia sia già all’orizzonte. “Perché scrivo che Renzi è l’allievo ripetente dell’ex Cav, ma che ‘non ha superato il maestro’? Ho sempre considerato Renzi una brutta copia di Berlusconi. Ha meno talento, è meno originale, ha avuto quest’idea disastrosa di copiare tutto quello che ha fatto il centrodestra per vincere”, ha spiegato.

A un anno dalla vittoria del No al Referendum costituzionale, Scanzi ha poi ricordato come nel libro ci sia un capitolo sia dedicato a tutte le volte che Renzi aveva promesso di andarsene e lasciare la politica in caso di sconfitta il 4 dicembre 2016. Una promessa tradita. “La tristezza è che, nonostante Renzi abbia perso, oggi è cambiato poco. Certo, se avesse vinto il Sì, non ce ne saremmo più liberati. Un disastro. Ma se Renzi è in fase calante, non lo è il Renzusconismo. Anche perché nel frattempo si sta rilanciando Berlusconi”, ha aggiunto Scanzi. Non è un caso che nuove larghe intese non siano da escludere dopo le urne, al di là di quanto annunciato oggi in campagna elettorale da forzisti e renziani: “La prospettiva di un nuovo Renzusconismo nel 2018 lo trovo uno scenario inquietante. Questo libro è nato come idea qualche mese fa. Ricordo che, quando parlavo con il direttore del Fatto Marco Travaglio e con Marco Lillo, ci chiedevamo quale sarebbe stato il momento giusto per farlo uscire e quando il Renzusconismo sarebbe stato più attuale. Travaglio mi disse: ‘Stai tranquillo Andrea, vedrai che ogni momento sarà buono. Purtroppo aveva ragione lui”; ha concluso sarcastico Scanzi

RENZUSCONI
Da giovedì 30 novembre in libreria e in edicola a 12 euro