“La preferenza per Berlusconi se la scelta fosse tra lui e Di Maio? Scalfari farebbe meglio a preservare il suo passato. Penso l’abbia fatto per vanità, per riconquistare la scena. Ma è stato un pugno nello stomaco per gran parte dei lettori di Repubblica, me compreso. Ha gravemente nuociuto al giornale”. Carlo De Benedetti contro il fondatore del giornale simbolo del suo gruppo. Intervistato dal concorrente Corriere della sera, il presidente onorario di Gedi – nato dalla fusione del gruppo Espresso, editore di Repubblica, con La Stampa e Secolo XIX – attacca senza mezzi termini il 93enne Scalfari. Che in diretta tv su La7 ha affermato che dovendo scegliere tra il leader di Forza Italia e il candidato premier M5S darebbe il suo voto al primo.

Sono seguite inevitabili polemiche e la difesa di Scalfari che dalle colonne del suo giornale ha puntualizzato di aver “solo” risposto a “una domanda sul tema dell’ingovernabilità, ma di “non aver mai votato” Berlusconi e non avere “ovviamente” intenzione di votarlo mai. “Berlusconi è un condannato in via definitiva per evasione fiscale e corruzione della giustizia”, ricorda De Benedetti. Dunque quello del fondatore di Repubblica, “se non fosse per l’età, sarebbe un endorsement sorprendente per uno che ha predicato, sia pure in modo politicamente assai cangiante, la morale“. Proprio domenica, nel suo editoriale, Scalfari del resto definisce Berlusconi “un appestato, politicamente e giudiziariamente parlando”.

Alla domanda su chi voterebbe lui tra i due, l’imprenditore risponde: “Ovviamente mi asterrei. È una questione improponibile. Si può restare a casa, o votare scheda bianca. Berlusconi fa venire in mente quando, rovistando tra le cose vecchie, si trova un abito in disuso; e infilando una mano nella tasca spunta un vecchio biglietto del tram già obliterato“. E “Scalfari è stato talmente un grande nell’inventare Repubblica e uno stile di giornale che farebbe meglio a preservare il suo passato”.

Renzi l’ha delusa?, chiede poi Aldo Cazzullo. “Renzi – è la risposta – ha deluso non solo me, ma tantissimi italiani”, “ha sbagliato sul referendum, e soprattutto ha sbagliato dopo a non trarne le conseguenze”. A suo avviso, avrebbe dovuto “prendersi due o tre anni di pausa. Andare in America, studiare, imparare, conoscere il mondo. Magari l’avrebbero richiamato a furor di popolo”. Il candidato premier del Pd, ritiene, dovrebbe essere Paolo Gentiloni: “Ne abbiamo un gran bisogno. È stato un calmante nell’isteria della politica renziana”. Lei voterà Pd? “Non è detto. Potrei votare scheda bianca”, conclude.