“Solo svapare, vogliamo solo svapare. E lavorare”. Il popolo degli svapatori scende oggi in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, contro quella che viene definita la “stangata” e-cig presente in manovra (leggi l’articolo). “No alla tassa che colpirà a breve tutti i liquidi di ricarica per sigarette elettroniche”, dice Stefano Caliciuri, svapatore, ex fumatore e direttore di Sigmagazine. “Un flacone che ora al pubblico costa cinque euro arriverebbe e 12-13 euro”, aggiunge Gianluca Giorgetti di Svapart. “Al consumatore finale conviene quasi tornare alle sigarette. Ed è forse quello che vogliono ottenere”. E c’è anche il monopolio dello Stato che “prenderà la gestione dell’intera filiera del comparto”, dice ancora Caliciuri. Monopolio che, per Rita Bernardini del Partito Radicale, “punta sulle malattie dei cittadini: con il tabacco incassa 15 milioni di euro. E vabbè, poi ne spendo 7 e mezzo per curarlo dai tumori”. La filiera, assicurano i produttori e i rivenditori, on line e non, “morirebbe completamente”. “È un errore verso i 2 milioni di italiani svapatori che ci tengono alla loro salute e hanno smesso di sfumare”, dice Matteo Salvini, sceso in piazza a parlare con i manifestanti. “Mette a rischio 2mila negozi e 30mila posti di lavoro. Forse c’è dietro la lobby del tabacco, che preferisce che gli italiani muoiano di fumo”

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