Doveva dimettersi dando l’annuncio sulla tv di Stato, circondato dai generali fautori del golpe. Ma il 93enne Robert Mugabe non ha lasciato l’incarico. E alle 11 ora italiana, come previsto, è scaduto l’ultimatum posto dal partito di governo che lo ha estromesso, la Zanu-Pf, per evitare una richiesta di impeachment in parlamento. Che, invece, farà il suo corso. Le procedure, ha sapere il vicesegretario per gli affari legali del partito Paul Mangwana, dovrebbero durare solo due giorni a partire da domani. Ma secondo quanto riferisce la Cnn, il presidente si è accordato con i militari sui termini della propria uscita di scena ed è stata stilata una lettera che consentirebbe un annuncio pubblico. Alla tv una “fonte a conoscenza dei negoziati” ha inoltre precisato che Mugabe ha ottenuto garanzie di immunità per sé e sua moglie Gracefuggita in Namibia nei giorni scorsi.

“I militari hanno acconsentito alle richieste di Mugabe sulla piena immunità per sé e sua mogie, Grace” e sul “poter mantenere diverse proprietà”, scrive il sito dell’emittente americana sintetizzando le rivelazioni della fonte. “Se Mugabe decide di dimettersi, deve mandare una lettera al presidente del Parlamento che poi dovrebbe annunciare pubblicamente le dimissioni entro 24 ore, in base alla Costituzione“, aggiunge la Cnn. Una volta dimessosi Mugabe, il presidente del parlamento dovrà fungere da leader a interim” dato che il vicepresidente cui spetterebbe l’incarico è Emmerson Mnangagwa, ricorda il sito riferendosi al responsabile dimissionato da Mugabe questo mese per spianare la strada alla successione di Grace.

Per la Cnn le mancate dimissioni di ieri sono state decise da Zanu-Pf, che non ha voluto che le annunciasse di fronte ai militari, atto che avrebbe sancito il colpo di Stato. “Sarebbe sembrato estremamente negativo se si fosse dimesso di fronte ai generali. Avrebbe creato grande confusione”, spiegano alla tv fonti politiche di alto livello. Secondo l’associazione dei veterani, però, Mugabe ieri sera avrebbe scambiato il testo da leggere per evitare di dimettersi. “Siamo rimasti delusi, sembra che in mezzo a tutti questi generali abbia scambiato (i discorsi)”, ha dichiarato oggi Chris Mutsvangwa, leader dell’associazione dei veterani. Per anni schierata a fianco di Mugabe, anche come milizia pronta ad attaccare con violenza farmer bianchi e oppositori, l’associazione è ora in prima linea nel chiedere le dimissioni dell’anziano presidente 93enne.

“Chiederemo un ordine del tribunale per far dimettere Robert Mugabe”, ha continuato Mutsvangwa nel corso di una conferenza stampa. Lui, ha continuato, dovrebbe smettere di fingere che nel paese ci sia una situazione normale dopo che i militari “sono intervenuti” per estromettere i “criminali” che lo circondano, accusandolo di aver commesso crimini che minacciavano la sicurezza nazionale. “Il tuo tempo è finito”, ha detto Mutsvangwa, annunciando “nuove proteste di piazza” nei prossimi giorni.

“Se Mugabe si rifiuta di dimettersi, inviteremo il popolo a tornare in strada: l’ultima volta circa 1,5 milioni di persone hanno partecipato alle proteste e questa volta vogliamo ancora più sostegno. Non lasceremo Harare finché non se ne sarà andato”, ha detto Mutsvangwa. Protestano contro le mancate dimissioni del presidente anche gli studenti universitari di Harare, che hanno annunciato lo sciopero degli esami fino a quando il dittatore 93enne non se ne sarà andato. Gli studenti chiedono anche che sia tolto a Grace Mugabe il dottorato in sociologia ottenuto in soli due mesi invece dei quattro anni previsti.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Charles Manson morto, dall’infanzia in riformatorio al massacro di Beverly Hills: chi era il killer di Sharon Tate

prev
Articolo Successivo

Arabia Saudita, l’Islam del futuro lavora solo con i sognatori

next