Cinque giorni fa c’è stato l’arresto, poi la fuga della moglie Grace a Nairobi e la rimozione dalla leadership del suo partito, Zanu PF. E nel pomeriggio era arrivata la conferma dalla tv di Stato Zbc: Robert Mugabe dopo 37 anni al potere si dimette. C’era attesa per il suo discorso alla nazione in diretta tv. Ma il presidente dello Zimbabwe ha spiazzato tutti: ha parlato per una ventina di minuti ma non ha annunciato le dimissioni. Circondato dai generali, il 93enne Mugabe – cui il partito Zanu-PF ha dato tempo fino a domani mattina per lasciare la presidenza – ha ammesso che le questioni di questi giorni sono state sollevate “in uno spirito di onestà e con preoccupazione profonda e patriottica per la stabilità della nostra nazione ed il benessere del nostro popolo”.

Durante il discorso alla nazione, che ha letto con fatica, ha auspicato per il Paese “un ritorno alla normalità”, dicendo: “Non possiamo essere guidati dal rancore“. E ha annunciato che “presiederà il Congresso del partito” Zanu-PF, che si terrà a dicembre. Ma lui è stato estromesso proprio oggi dal partito, che gli ha dato l’ultimatum per le dimissioni entro domani alle 11, pena l’impeachment. “Vi ringrazio e buona notte”, ha concluso Mugabe, le cui parole sono seguite da un poco convinto applauso dei generali che gli stavano attorno. E a discorso concluso, Il presidente dell’associazione dei veterani di guerra in Zimbabwe, Chris Mutsvangwa, ha annunciato che la procedura per l’impeachment andrà avanti domani.

Intanto al vertice del partito, dal quale è stato rimosso, ha preso il suo posto il 75enne ex vice presidente Emmerson Mnangagwa. Un annuncio che è stato accolto dagli applausi dei 200 delegati dello Zanu-pf riuniti nel quartier generale di Harare per definire il destino del presidente 93enne, il cui sostegno si è sgretolato negli ultimi quattro giorni da quando l’esercito ha preso il potere. “Il presidente se ne è andato, viva il nuovo presidente”, ha dichiarato Chris Mutsvangwa, leader dei veterani della guerra di indipendenza che ha condotto una campagna di 18 mesi per rimuoverlo.

Mugabe è attualmente agli arresti domiciliari sotto il controllo dei militari, appoggiati dal partito e dalla popolazione, che hanno chiaramente espresso il loro dissenso di fronte all’ipotesi che il nuovo capo di stato dopo Mugabe potesse essere la moglie Grace. Mnangagwa, designato come prossimo presidente e candidato alle elezioni del 2018, è un grandissimo rivale della first lady Grace Mugabe. Per questo nelle settimane scorse era stato costretto a lasciare il Paese. Mnangagwa ha partecipato alla lotta di liberazione dello Zimbabwe ed ha sempre fatto parte del governo, guidando anche i dicasteri della Difesa e la Sicurezza di Stato, considerato per anni un fedelissimo di Mugabe. Soprannominato il “coccodrillo”, è considerato un politico spietato. Recentemente aveva accusato la first lady – con la quale era in lotta per la successione al 93enne presidente – di avergli offerto del gelato avvelenato ad una festa.