Un semestre bianco al termine del mandato da sindaco. Nessuna nomina pubblica potrà essere fatta in quel periodo, salvo obblighi di legge. E poi ancora audizioni aperte per i candidati a ricoprire ruoli nelle società pubbliche con bilanci superiori ai 250mila euro. Una delibera del gruppo consiliare M5s al Comune di Torino mira a introdurre nuove norme nel regolamento per le nomine della Città di Torino. La delibera, primo firmatario Federico Mensio (M5s) è stata illustrata il 15 novembre anche dalla sindaca Chiara Appendino e dal presidente del consiglio comunale Fabio Versaci. “La delibera presentata ha una valenza politica – ha spiegato la sindaca -. Risponde a due impegni elettorali, quello del semestre bianco e della partecipazione dei cittadini, a cui si aggiunge l’introduzione della quota giovani”. A parità di requisiti, prevede il testo, si dovrà preferire il candidato più giovane.

Appendino vuole così introdurre una regola che aveva promesso in campagna elettorale, quando si era scontrata con il suo predecessore Piero Fassino. Quest’ultimo, alla fine del suo mandato, aveva nominato l’ex ministro all’Istruzione ed ex rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo quale rappresentante della città nella Compagnia di San Paolo, potente fondazione bancaria che spesso sostiene il settore sociale e culturale torinese. Appena insediata, Appendino ha chiesto a Profumo di dimettersi, ma la richiesta è stata respinta. Ora, in linea con quanto aveva promesso in campagna elettorale, la sindaca ha introdotto questa nuova norma.

Sempre prima di essere eletta, Appendino aveva promesso alle associazioni della campagna “Sai chi voti” (Riparte il futuro) di inserire – entro i primi cento giorni di mandato – anche una regola per introdurre le audizioni pubbliche in vista delle nomine nelle aziende municipalizzate. Di giorni ne sono passati quasi cinquecento e il provvedimento è quasi arrivato: per le nomine in enti con bilancio superiore a 250mila euro la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale procede a un’audizione in cui il pubblico potrà intervenire e porre domande ai candidati. Nel frattempo, però, non sono state fatte audizioni pubbliche per le nomine fatte finora.

I candidati e i manager, poi, hanno anche altri limiti. Ogni aspirante dirigente pubblico non potrà candidarsi più di tre volte l’anno (fatta eccezione delle nomine nel collegio revisori o in quelli sindacali), mentre ogni persona già nominata non potrà avere più di due cariche, per le quali dovrà percepire al massimo un emolumento, e non potrà svolgere più di due mandati nello stesso ente. Le candidature saranno valutate da un’apposita commissione che procederà all’istruttoria.