“Il consiglio regionale mi ha votato come nuovo vice presidente. Questo è il dato politico. Per il resto c’è il mio avvocato: mandatemi un’email”. Arrestato il 5 aprile 2016 con l’accusa di associazione a delinquere, tornato in libertà (con obbligo di dimora a Sassari) quattro mesi dopo, reintegrato in Consiglio regionale a ottobre 2016, il forzista Antonello Peru è riuscito a riprendersi il posto di numero due nell’Assemblea regionale della Sardegna, che ricopriva al momento dell’arresto. E lo fa, tra l’altro, con il beneplacito di un pezzo della maggioranza di centrosinistra. Tutto ciò mentre è ancora indagato per gli stessi reati che gli sono stati contestati nell’inchiesta “Sindacopoli” – su presunti appalti pilotati in diversi Comuni della Sardegna – e per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: la decisione del gup è attesa per il prossimo 22 gennaio. Intanto Peru torna vicepresidente, con l’avallo del coordinatore sardo di Forza Italia, Ugo Cappellacci, che conferma della linea ultra garantista disegnata negli ultimi tempi dal partito di Silvio Berlusconi.

Dopo l’arresto, Peru era stato sospeso per circa sei mesi dalla carica di consigliere regionale, in base alla legge Severino. Al suo posto, come supplente, era subentrato Giancarlo Carta. L’incarico di vicepresidente in rappresentanza della minoranza era passato a Ignazio Locci, che si è poi dimesso dal Consiglio dopo essere stato eletto sindaco di Sant’Antioco nel giugno scorso. Ai primi di ottobre 2016 Peru aveva ottenuto un alleggerimento della misura cautelare degli arresti domiciliari ed era stato reintegrato in Consiglio regionale al posto di Carta, che poco dopo ha lasciato Fi per aderire a Fratelli d’Italia. Il consigliere forzista, però, ha ripreso a partecipare alle sedute dell’Aula soltanto a fine marzo 2017.

Quindi il 14 novembre è arrivata la votazione decisiva. L’elezione è avvenuta con 28 voti sui 55 presenti, con almeno 7 voti provenienti dalla maggioranza di centrosinistra: l’opposizione conta 24 consiglieri, ma Paolo Truzzu di Fdi ha dichiarato di aver votato scheda bianca e 2 consensi forzisti sono finiti all’altro azzurro Stefano Tunis. Durante la discussione sul bilancio consuntivo 2017, Peru ha dichiarato: “Mai avrei potuto offendere il Parlamento dei sardi se in me avessi trovato una sola ombra. Tutto quello che è accaduto l’ho accolto con tutta l’essenza positiva. Avrò modo e tempo per dimostrare fatti e cose e per far trionfare la verità, ma oggi è la vittoria sulla paura”.  Subito dopo sono arrivati i commenti dei colleghi. La consigliera del Centro Democratico, Anna Maria Busia, ha ringraziato il collega indagato per il momento di riflessione “da tenere in considerazione”, mentre il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, lo ha spronato a “riprendere a pieno titolo il suo mandato elettorale”. La stessa Busia, contattata da ilfattoquotidiano.it, smentisce di aver votato per Peru: “Qualche consenso dalla maggioranza è arrivato, non siamo entrati nel dettaglio. Nel segreto dell’urna purtroppo queste cose succedono. Se c’è stata una discussione interna? No, sinceramente solo un po’ di curiosità, non ci sono state vesti stracciate, in fondo quella è una carica che spetta all’opposizione”.