La guardia di finanza di Varese ha sequestrato 8,2 milioni di euro a Ruggiero Massimo Curci, vicepresidente onorario del Foggia calcio. Secondo l’accusa, Curci ha autoriciclato soldi illeciti finanziando la società pugliese e pagando in nero in nero due allenatori e nove calciatori. Curci, di mestiere commercialista, è indagato in un filone d’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulle presunte infiltrazioni della cosca mafiosa catanese dei Laudani al nord. Dal filone pugliese sono emerse “le condotte illecite di Curci”. Il commercialista era il referente di un “sistema di evasione fiscale e contributivo basato su indebite compensazioni di crediti tributari”, spiega la guardia di finanza. Un supporto quello del commercialista che ha permesso di evadere 4,8 milioni di euro. Le accuse di cui dovrà rispondere sono quelle di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione d’imposta e autoriciclaggio.

Il sistema di cui parla la guardia di Finanza era gestito da Antonio Saracino, Luigi Sorrenti, Giuseppe D’Alessandro e Antonino Catania. Questi, secondo gli accertamenti, gestivano in maniera fraudolenta alcune cooperative del settore della logistica e dei trasporti. Società che i sodali svuotavano attraverso fatture false e prelievi in contati dai conti sociali attraverso carte prepagate. I soldi venivano poi riciclati con l’aiuto di Curci. Secondo le indagini, in cambio della sua collaborazione il commercialista ha ricevuto 600mila euro. Per riciclare il denaro, Curci ha utilizzato quattro società cooperative che in realtà non esistevano per aprire conti correnti aperti appositamente in una banca di Secondigliano, a Napoli. Attraverso degli assegni circolari, i soldi tornavano su conti personali del commercialista che li girava infine al Foggia sotto forma di “finanziamento socio”. Curci è anche indagato per aver “istigato due dipendenti dell’Agenzia delle entrate di Foggia affinché effettuassero accessi abusivi al sistema informatico dell’Anagrafe Tributaria”. Un modo per verificare che le sue operazione illecite fossero tutte andate a buon fine.