CALTANISSETTA – La caccia a Luigi Di Maio si apre già di prima mattina, quando le prime proiezioni danno un testa a testa serrato tra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. “È in un albergo vicino?”, chiedono agli addetti stampa del Movimento 5 Stelle i giornalisti – 120 quelli accreditati – arrivati nel centro della Sicilia da tutta Italia. La morsa dei cronisti, però, nel quartier generale di Caltanissetta, si allenta subito: quello siciliano sarà uno spoglio lungo e dall’esito in bilico fino all’ultimo.

Tra il candidato governatore e quello dei pentastellati ballano meno di due punti percentuali: vista la bassa affluenza vuol dire che il vincitore potrebbe essere incoronato da circa trentamila voti di vantaggio, anche meno. Di Maio, dunque, non c’è, Cancelleri nemmeno: parleranno dopo.  “Prima ci vogliono dati certi: quindi anche dopo le 15 o le 16”, dice Rocco Casalino, il capo della comunicazione del M5s, che si materializza al quartier generale qualche minuto dopo le 12. Con lui anche Pietro Dettori, uno dei bracci destri di Davide Casaleggio.

Sono dalle prime ore del mattino al comitato di Caltanissetta – un ex supermercato, concesso gratuitamente al M5s da un simpatizzante, con le pareti ora dipinte completamente di giallo – iniziano ad arrivare attivisti e curiosi. “Abbiamo già vinto, abbiamo raddoppiato i voti del 2012”, dice al telefono una donna che si trascina dietro il figlio di 5 o 6 anni. L’esisto è in bilico, ma gli attivisti locali del M5s non sembrano in ansia. “Siamo comunque i vincitori morali della competizione: e ce la stiamo giocando fino alla fine”, racconta uno di loro. Musumeci, però, viene considerato leggermente in vantaggio da tutte le rilevazioni: “Che colpa ne abbiamo se questa terrà vota sempre questa gente?”

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