Maggioranza senza numeri in Senato dopo l’uscita di Mdp dal governo? Nessun timore per Gentiloni: Ala di Verdini è pronta a salvare il suo esecutivo. Di certo, sulla legge elettorale. Ma il salvagente verdiniano è pronto anche sulla legge di bilancio, dove il (possibile) mancato sostegno dei bersaniani potrebbe far vacillare il governo. Se Verdini fugge via senza rispondere, è il capogruppo Barani a rivendicare: “La legge elettorale è una cosa straordinariamente giusta, l’abbiamo già votata alla Camera”. 

ll fronte dei verdiniani è compatto (o quasi), i voti in sostegno non mancheranno. Anche sulla manovra: “Presenteremo emendamenti migliorativi, se ce li accettano voteremo a favore”, prova a non sbilanciarsi troppo Barani. Ma c’è chi si spinge più avanti: “Voterei anche la fiducia sulla manovra? Se tecnica, sì”, spiega il senatore di ALA Ciro Falanga. E il collega Pietro Langella si accoda: “Se Mdp farà mancare i numeri ci saremo noi? Lo faremo nel caso per senso di responsabilità. Andare con la Troika, a tre mesi dalle urne, immagini cosa può significare”. 

E se Mdp invoca il Colle e chiede un incontro con Mattarella, da Ala attaccano: “Sono vecchi comunisti, soffrono di gelosia morbosa“, attacca Barani. E ancora: “Noi siamo la stampella degli italiani”. Pronti poi a ricandidarsi e blindare la poltrona. Se Verdini non risponde sulla possibilità di candidarsi nella circoscrizione Estero, i suoi provano a smentire. Come lo stesso Barani: “Non lo farà, io nemmeno. Sono 20 anni che mi votano, ridarò agli italiani questa possibilità”.