Un sacerdote italiano della diocesi di Roma è stato sequestrato ieri in Nigeria. Sull’accaduto è già stata allertata l’unità di crisi della Farnesina e la Procura di Roma, dipartimento Antiterrorismo, ha aperto un fascicolo di indagine. Il sacerdote, Maurizio Pallù, è stato bloccato ieri, insieme ad altre quattro persone, mentre sta raggiungendo Benin city, nel sud del paese.

I quattro sono stati fermati da un gruppo armato che li ha rapinati di tutti i loro averi e ha rapito il sacerdote che si trova in missione da tre anni. L’indagine della Procura di Roma è affidata al pm Sergio Colaiocco. Gli inquirenti, che procedono per il reato di sequestro ai fini di terrorismo, sono al lavoro in queste ore per capire l’esatta dinamica del rapimento.

Maurizio Pallù, 63 anni, originario di Firenze, nel 1971 ha incontrato il Cammino Neocatecumenale. Nel 1977, si legge in una breve biografia pubblicata dalla parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Casellina (Firenze), si è laureato in Storia e dopo sei anni è partito come missionario laico per 11 anni in vari Paesi del mondo. Nel 1988, alla morte del padre, è entrato nel seminario “Redemptoris Mater” di Roma. Nel 1991 è stato ordinato presbitero e dopo due anni, trascorsi lavorando come cappellano, in due parrocchie di Roma, è stato inviato in Olanda.

“Monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, è stato avvisato del sequestro del sacerdote della diocesi di Roma in missione nel sud della Nigeria. Vive insieme a tutta la Chiesa di Roma un’apprensione, sperando e pregando, soprattutto, che questo suo figlio possa tornare presto in libertà ed essere riabbracciato e riaccolto dalla sua Chiesa madre – afferma don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma- . C’è apprensione e preoccupazione ma allo stesso tempo la Chiesa si unisce in preghiera, pregando per lui e per la sua liberazione”.